Oh, fly!
non so perchè ma i compleanni delle amiche mi fanno sentire vecchia. sensazione odiosa. io ci penso già quand'è il mio turno. che si sentano vecchie le altre!
che poi, sarà così brutto?
la fu zia mariuccia sosteneva che il bello della vecchiaia era poter dire a voce altissima tutte le cose peggiori che pensava della gente intorno a lei, tanto dicevano "poveretta! è rincoglionita e sorda". è morta a novant'anni senza essere nè rincoglionita nè adepta amplifon, in compenso si è tolta un sacco di soddisfazioni.
a me fanno più paura i trenta dei novanta. voglio dire, sicuramente arriverò ai trenta senza essere nè donna in carriera, nè madre, nè - tanomeno - moglie. e so già che mi verranno le paranoie e tutti mi diranno "ma sì che sei ancora giovane!" solo perchè conosco quasi tutte persone più grandi di me, e se sarò vecchia io si sentiranno vecchi pure loro.
ai novanta, in fondo, che cazzo te ne frega? al massimo sei in gran forma e tutti possono farti i complimenti perchè non dimostri l'età che hai. e intanto ci sei arrivata, ai novanta. quindi tutto lo sclero di fare le cose del "prima" te lo sei già tolto. io passerei direttamente dai ventiquattro ai novanta, con un sacco di figli già grandi che mi diranno "mamma, prendi la tua pastiglietta". e mi porteranno a pranzo la domenica nelle trattorie fuori porta. e diranno, bambini trattate bene la nonna che è vecchia. e a nessuno fregherà un cazzo se avrò la cellulite. e tutti mi diranno, signora, lei sì che li porta bene i novanta. eccheccazzo, ci credo! sono passata ai novanta dai ventiquattro!!!
I put on my best sunday dress
e c'è rudie che dice che è uno dei vestiti più belli che abbia mai visto e questo mi fa andare in brodo di giuggiole, chè rudie non è il tipo che di solito si perde in complimenti.
ci sono cocktails ad alto tasso alcolico e allegria grossolana e ballereccia che si traduce in filmati che volendo non farò mai vedere a nessuno.
c'è vale con l'acconciatura da festa di primavera.
sau che porta in giro la sua maglietta "chica guapa" e la sua sbronza festaiola e contagiosa.
mi sono sposata con un anello di plastica e il mio fidanzato il giorno dopo non se lo ricordava, altro che matrimoni a las vegas.
quello che rimane è una sensazione piacevole e un pavimento enorme da pulire.
quello che rimane è anche la consapevolezza che una persona in particolare mi ha molto delusa, chè lei doveva fare quella che di solito invece chissà a che cazzo di grandeur è abituata. anche se la verità la sappiamo tutti benissimo.
e il resto, come si suol dire, è storia.
il domandone di oggi è.
tutti quelli che sono andati a vedere troy e si sono deliziati con l'immagine di brad pitt, peraltro decisamente notevole.
tutte queste persone, voglio dire, lo sanno, vero, che la storia non è andata così come gliela raccontano?
no, cioè..l'iliade la studi alle medie..è impossibile non saperlo...insomma..non bisogna essere grecisti.
ditemi che lo sanno, please. anche perchè già solo se agamennone muore a troia, ci sputtaniamo in un attimo cent'anni di psicanalisi.
fine.
I
I will be king
And you
You will be queen
Though nothing will
Drive them away
We can beat them
Just for one day
We can be Heroes
Just for one day
And you
You can be mean
And I
I'll drink all the time
'Cause we're lovers
And that is a fact
Yes we're lovers
And that is that
Though nothing
Will keep us together
We could steal time
Just for one day
We can be Heroes
For ever and ever
What d'you say
I
I wish you could swim
Like the dolphins
Like dolphins can swim
Though nothing
Will keep us together
We can beat them
For ever and ever
Oh we can be Heroes
Just for one day
I
I will be king
And you
You will be queen
Though nothing
Will drive them away
We can be Heroes
Just for one day
We can be us
Just for one day
I
I can remember
Standing
By the wall
And the guns
Shot above our heads
And we kissed
As though nothing could fall
And the shame
Was on the other side
Oh we can beat them
For ever and ever
Then we can be Heroes
Just for one day
We can be Heroes
We can be Heroes
We can be Heroes
Just for one day
We can be Heroes
We're nothing
And nothing will help us
Maybe we're lying
Then you better not stay
But we could be safer
Just for one day
dedicated to Christiane Vera Felscherinow.
The great rock'n'roll swindle
io e il monte che conversiamo del prezzo delle converse all star, e lui sfoggia fiero il tarocco da 4 euros. io faccio la fighetta con le mie original leopardate.
e poi.
la paranoia di non aver spento il gas. fare congetture su quando entrerò in casa senza accendere la luce e spalancando tutte le finestre della cucina finchè la situazione non sarà certa. rudie che si raccomanda, se non saltate in aria fammi uno squillo.
e poi.
lo e diez parlano delle doti musicali di charlie c., che tutt'ad un tratto arriva e diez lo guarda e gli dice, no, ma comunque, bravo.
e poi.
il vecchietto che gira sempre lì allo spazio 211 (che prima di diventare un covo di musicisti alcuni anche underground altri decisamente sfiga era la sede della circoscrizione) e scambia sempre lo per uno dei gestori delle sale prove e gli rompe i coglioni perchè lo ritiene responsabile dell'abbattimento di un pino. quest'uomo che gira in bastone, camiciotto e bretelle e non sa che cosa rischia, a rompere i coglioni al sig. frozzen, punta di sfondamento della balangerese.
e alla fine di tutto, diez con il pigiama di tigro che scrive i testi dei pezzi nuovi e io di fianco redigo diligente cronache immaginarie di questa serata a tratti rock'n'roll.
Filosofia spicciola da 40 volumi.
Uno va dal parrucchiere perchè.
io vado dalla parrucchiera perchè.
per ritoccare la supercrescita dei miei capelli. per rinnovare la decolorazione con 40 volumi di ossigeno attivo e devastante.
ma anche perchè.
se sei triste ti manca l'allegria ti piazzi tra le mani esperte di una persona attenta alla tua estetica, poi ti guardi allo specchio e ti piaci. sei diversa. in qualche modo forse la tua vita cambierà. almeno i capelli sono cambiati. ora puoi pensare al resto.
ma soprattutto perchè.
i parrucchieri devono assolutamente rifornirsi di riviste di pettegolezzi di bassa lega ad alto contenuto. novella duemila, eva express non devono mancare. chi, gente, oggi, vanno bene. però la presenza di almeno una delle due testate citate per prime è assolutamente necessaria. poi ci possono anche essere donna moderna, cosmopolitan, vanity fair e glamour. però non è che uno deve fare l'hair stylist fighetto e rifiutare in blocco il topless di milly carlucci e i flirts di bobo vieri, le gravidanze di kasia smutniak e i divorzi di liz taylor, che comunque ha dato tanto non solo al cinema ma anche al gossip.
io vado dalla parrucchiera per schiarirmi i capelli. per ritrovare il buonumore. ma soprattutto per leggere i giornali con i pettegolezzi e la posta del cuore di cristina plevani e le opinioni di costume di platinette.
LIKE A ROLLING PIG
correva l'anno 1999. in ospedale da mio padre arrivò una dottoressa americana, Connie P. della Pennsylvania. Carina e bionda e sana, sembrava uscita da Dawson's Creek. o da smallville. ci siamo capiti.
era un po' difficile per lei ambientarsi..chiaramente, il livello medio dell'inglese degli italiani si articola più verso il basso che non su una aurea mediocrità. mio padre è uno di quegli esseri volenterosi completamente negati per le lingue.
flash-back. anno 1991. gita familiare a Vienna. mio padre in macchina, fino al Brennero e oltre, si allena ad alta voce. "Aufwiedersen!" ripete, provando varie tonalità. Ci fermiamo nel primo autogrill austrofono (o come cazz si dice), compriamo, paghiamo. mio padre sulla soglia si gira con il suo sfavillante sorriso da uomo cosmopolita e se ne esce fieramente: "Audiverzein!"
da ciò forse si apprende appieno il rapporto che intercorre tra mio padre e le lingue. (potrei anche narrare di quando cantava "uèn sambariliggio" al posto di "when somebody needs you", ma lascio perdere): e quindi, nonostante l'istintiva simpatia che intercorreva tra mio padre e la dottoressa Connie P., c'erano barriere insormontabili di carattere pratico.
finchè.. l'ideona. mia madre parla molto bene l'americano: io mi destreggio abbastanza bene con l'inglese; si decide di invitare Connie a cena con un nutrito supporto di giovani studenti di liceo.
mia madre, ovviamente, inizia a cucinare come una pazza, spende milionate in rosticcerie, salumerie, verdurerie, pasticcerie. vorrai mica che la giovane dottoressa P. torni in america senza aver assaggiato praticamente tutte le specialità regionali della casa?
la cena comincia bene. mio padre è stato ridotto al silenzio e si limita a riempire a getto continuo piatto&bicchiere della povera Connie, che dovrà recuperare con almeno una maratona sulle montagne rocciose i danni causati al suo corpo leggiadro da questa cena italo lardosa. Poi..arriva l'attimo fatale. mia madre porta in scena, trionfante, adagiato su un divano di purè, un cotechino colossale. faraonico. criselefantino, quasi.
Connie:-oh..what is this?
-Pure Cholesterol 100%, avrei voluto rispondere io. ma mio padre mi batte sul tempo.
-A speciality. Tipic from Natale, christmas, giusto? Una spec..ehm..kind of..rolling pig!-.
Connie è tornata in america senza sapere che cazzo è il cotechino. perchè da quel momento in poi siamo tutti morti. dal ridere.
MIA MADRE E IL SENSO DELLA MISURA
mia madre è una donna intelligente. è una donna colta. è una spaccacazzi, ma se vogliamo anche nell'accezione positiva del termine.
mia madre è stata privata del senso della misura dalla nascita.
l'ultima sua creazione l'ha data nel campo della deodorazione sanitaria.
premessa: mia madre è una pessima donna di casa. è sempre stata una pessima donna di casa. sarà sempre una pessima donna di casa. è uno dei motivi per cui la stimo, a volte. è uno dei motivi per cui, da che io abbia memoria, c'è sempre stata una signora delle pulizie che venisse a rimediare ai danni tremendi che riusciamo a compiere in tre fra quattro mura.
mia madre va al supermercato, e si entusiasma. è una dall'entusiasmo facile. l'ultima volta che ha solcato il mari del Carrefour, deve aver trovato qualcosa di molto colorato e appariscente parente stretto dell'anitra wc.
è tornata a casa con una confezione da trecento mini-deodoranti ripieni di un gel futurista blu scuro, etichettati con "profumazione oceanus" o qualche menata del genere. qualsiasi termine i pubblicitari tentino di usare, però, questi cosi sanno di deodoranti del cesso. proprio come l'arbre magique sa sempre e solo di arbre magique.
mia madre ha posizionato non uno ma DUE deodoranti all'interno di ambo i cessi di casa.
ogni volta che tiri l'acqua, un Nilo in piena blu elettrico scende a rinfrescare le fogne cittadine.
adesso appena entro in casa mi accoglie un aroma confortante e familiare. non il profumino delle lasagne emiliane con ragù fatto di fresco, nè la fragranza di lavazza crema e gusto, no, e nemmeno il leggero profumo provenzale della lavanda essiccata nei cassetti della biancheria...
l'odore del cesso.