mercoledì, 27 ottobre 2004

pollo gong bao

è inutile. tutte le volte che vado al chinese esagero. il chinese restaurant è fatto per esagerare.

e così dopo stasera per un mese sono a posto.

il piatto che meglio riassume lo stato di pesantezza del cinese è il pollo gong bao, che ho avuto la fortuna di non degustare mai, ma che ha stroncato l'allenato stomaco del captain in un afoso notturno di agosto.

il pollo gong bao è una ricetta facile facile. prendi un petto di pollo a fettine e sminuzzalo. fallo galleggiare in una specie di sciroppone radioattivo color rosso ciliegia. aggiungi ananas e peperoni. ficcalo in un piatto decorato con sculture fauniformi di carota.

servire con temperatura da fusione nucleare.

tempo di digeribilità previsto: sei mesi.

p.s. - non dimenticarsi di invocare Nostra Signora della Citrosodina.


postato da: JessicaBenton alle ore 23:37 | link | commenti (8)
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lunedì, 25 ottobre 2004

cantami o diva...

ho guardato troy.

posto che brad pitt è di una bellezza che sconfina dall'umano, e che la ricostruzione scenografica/effetti speciali è davvero grandiosa, ci sono momenti in cui veramente ti metti le mani nei capelli e ti chiedi perchè hanno scritto quelle cose. perchè.

ma andiamo con ordine.

a) achille sbarca per primo sulla piana di troia ed è subito massacro. teste mozzate, arti che volano. forse al signor sceneggiatore sfugge che uso era nella grecia epica (società dove, primo fra tutti i valori, era l'onore a dettare legge. meeeenchia, l'onore!) che i re si incontrassero civilmente a palazzo per decidere tempi modi e luoghi della battaglia, rispettando complicatissime regole cavalleresche e diplomatiche. poi si sventravano come bestie. ma almeno erano d'accordo. non esisteva proprio che un re acheo sbarcasse sulla spiaggia, si lanciasse giù dalla nave e iniziasse a sventrare troiani. mai nella vita. e questo ci porta dritti dritti al punto

b) achille era un re. in quanto peleo (suo padre, defunto) era re, e così via. achille aveva anche un figlio di nome neottolemo che alla sua morte è diventato re. non si scappa. perchè, allora, ulisse gli dice, confidenzialmente, "eh, vedi, achille, se fossi un re sapresti che..."..ma allora chi era achille? una versione platinata di un gladiatore? un mercenario? era un re, eccheccazzo. figlio di re. padre di un principe (che peraltro è stato bellamente sforbiciato via da hollywood. e va beh). ci credo poi che si scatena l'ira. l'hanno pure detronizzato.

c) teti, la madre di achille, era una ninfa marina. una dea. le dee sono immortali. io non voglio sindacare sulla bravura attoriale di julie christie, ma cazzo ci ha 70 anni!!! non è che le dee sono immortali ma a 300 anni si riempiono di rughe (eh..sai l'età..). le dee, cazzarola, restano giovani e bellissime. nonostante il parto.

d) quando ettore propone a priamo di restituire elena con la prima nave e salvarsi il culo tutti quanti, priamo rifiuta. e qual è la sua motivazione? non l'onore, nooo, troppo banale. è che sai..paride ha amato tante donne..ma stavolta è proprio innamorato..io lo vedo che è cambiato..siamo in pieno clima beautiful! trasciniamo una nazione in guerra perchè il figlio piccolo è innamorato! così priamo non  è un re vecchio ma orgoglioso, no, è un pirla, che sbrodola sull'amore anteponendolo a tutte le ragioni di stato..ci ha l'alzheimer..capirai. per la cronaca, comunque, priamo è stato orbato in questa versione "liberamente ispirata" di una moglie di tutto rispetto (ecuba) e di almeno quarantotto figli. perchè priamo di figli originariamente ne aveva 50, ma in troy ne ha giusto giusto due, che, anzichè starsi reciprocamente sul culo come da omerica memoria, si coccolano e si vezzeggiano manco fossero tip e tap.

e) patroclo e achille sono cugini, e fin qui ci siamo. ma sono proprio cugini e basta. eddai ragazzi! lo sappiamo benissimo che achille glielo dava a patroclo! e ulisse glielo dava a diomede etc etc..era la cosa più normale del mondo, laggiù. ma no, cheddici? loro si volevano tanto bene e basta. anche perchè...colpo di scena..

f) achille era innamorato di briseide! cosa probabilissima! addirittura fa fuori un paio di achei minori per salvare l'onore della sua bella! e alla fine, mentre troia brucia, lui corre come un pazzo nel tempio gridando briseide, briseide! amore mio! ma sicuramente! secondo me ad un certo punto hanno fanno una strana commistione tra titanic, via col vento, elisa di rivombrosa e l'iliade. è venuto fuori un manzone innamorato che cerca la sua bella nell'incombere della tragedia. potevano metterci anche una bella tormenta di neve che così veniva più romantico.

g) la guerra di troia, sullo schermo, dura qualcosa come una ventina di giorni. io capisco tante cose. ma era molto grave scrivere nella didascalia che appare ad un certo punto, anzichè "dieci giorni dopo", "dieci ANNI dopo"?..secondo loro perchè allora questa guerra è più famosa di altre? perchè aveva gli sponsor giusti? mioddìo. dieci anni sono stati quei cristi a marcire nella piana di ilio, e loro risolvono la questione con una guerricciola lampo tipo fast-fight.

h) mi dispiace dirlo così, ma achille non vide mai troia. paride lo fa fuori prima. non dopo, nel cortile del tempio (sempre mentre lui sta limonando con briseide). e già che siamo in argomento, achille se lo colpisci al tallone è fottuto. fine. non è che devi infilzarlo di frecce nel petto finchè non stramazza, più per stanchezza che per le ferite. se no si parlerebbe del petto di achille, e non mi sembra. per lo meno, non ancora. ma magari..dopo troy..chissà.

i) ad un certo punto c'è una scena in cui i troiani attaccano gli achei con delle specie di bombe incendiarie, un delirio. ci mancano solo un paio di mortai e la voce di qualcuno che grida "tutti al rifugio! arrivano i tedeschi!"..

l)ad ulisse, nel film, la brillante idea del cavallo viene una sera davanti al fuoco nel campo (e già che c'erano potevano mettere un texano con la chitarra che faceva le canzoni di john denver, country roads..take me hooome...vista l'atmosfera da giovani marmotte della scena) mentre guarda un uomo che intaglia un cavallino nel legno per suo figlio. e per fortuna che a suo figlio non piacevano i maiali! se no eravamo tutti qua a ricordarci del maiale di troia. io queste sbrodolate nel sentimentalismo estremo non le tollero. se a ulisse viene in mente un cavallo è per un motivo preciso, cacchio! non perchè ci ha vicino mastro geppetto che gli racconta del su' figliolo.

m) per finire. mezza troia scappa dal passaggio segreto. andromaca, con astianatte fra le braccia, paride, elena, cani e porci. pure un enea di dodici anni che riceve il comando da paride (toh, questa è la spada di troia, scappa e fonda un'altra città, ciao e buon viaggio, e con questa virgilio dovremmo averlo sistemato), un enea imberbe senza figli con il padre un po' rincoglionito sottobraccio. praticamente discendiamo da un adolescente brufoloso che assomiglia al fratello minore di justin timberlake e che mentre la sua patria brucia non smette per un momento di sorridere come un imbecille.

della morte di agamennone e menelao in quel di troia ho già parlato in un mio post di arcana memoria. citerò solo herr kaptain manicangini quando dice che, nel momento in cui menelao cade a terra ucciso da ettore, pure achille fa la faccia stupita. ci si aspetta di vedere brad pitt che esce fuori con il copione in una mano e l'iliade nell'altra e dice, no aspettate..forse c'è un errore..e il regista con voce secca che dichiara, sì vabbè, ma ormai è morto, la luce andava bene, buona la prima.

io spero che non decidano mai di fare l'odissea, perchè di vedere ulisse trasformato in un mercante di tappeti che vaga per il mediterraneo in compagnia di circe, un'avvenente signora che tutti dicono sia una strega ma in realtà è solo una dolce signora di copparo tanto brava a far salami con i maiali della sua proprietà..insomma, vorrei risparmiarmelo. almeno quello.

grazie. anzi.

tènkiù.

 


postato da: JessicaBenton alle ore 21:28 | link | commenti (9)
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martedì, 19 ottobre 2004

nessuno può mettere baby in un angolo

perchè gli uomini come johnny nella vita reale non esistono. perchè nella vita reale tutto si chiuderebbe con johnny che se ne va e baby che riflette in riva al lago. che guarda nel vuoto e soffre e ricorda. e ogni giorno ricorda un po' meno, e ogni momento che passa johnny è sempre più lontano.

perchè comunque la si voglia mettere, nella vita reale gli uomini se ne vanno e dimenticano.

è così facile immaginare di essere baby, è per questo che dirty dancing secondo me sta al di sopra di tutti gli altri film romantici anni 80, è così facile essere baby e innamorarsi di johnnny, ed è così bello pensare che lui ritorni e dimostri che allora quell'amore esisteva, e lo dimostri togliendoti da un angolo, e tirandoti su a volare sopra le teste degli spettatori allibiti.

nella vita il film finisce in una nuvola di polvere e nel mascara che si scioglie dalle troppe lacrime, e nei sospiri di rimpianti lontani.

il bello del film è che invece ci sbagliavamo tutti, e lui è di nuovo lì.

I've had the time of my life
No I never felt this way before
Yes, I swear its the truth
And I owe it all to you.
'Cause I had the time of my life
And I've searched through every open door
Till I've found the truth
And I owe it all to you...










postato da: JessicaBenton alle ore 22:03 | link | commenti (6)
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lunedì, 18 ottobre 2004

autocoscienza

in realtà questo post mi gira in testa da un po'. però è difficile da rendere bene, con parole mie. soprattutto con parole comprensibili..

fatto sta che io sono una donna a dieta. sempre. ogni volta che svacco (e penso sia ormai chiaro che accade con frequenza allarmante) mi dico, ma ssì, in realtà non dovrei. e poi mi perdo in un mare di cibo buono colorato da leccare e mordere e sognare e baciare..mmmh. perchè, effettivamente, non è che io svacchi con cose qualunque. io svacco con cose che meritano, spaziando con nonchalance dal dolce al salato, però deve valerne la pena..non mi sognerei mai di svaccare con le patate bollite, tanto per intenderci.

però adesso ho deciso.

quando mi diranno, conoscendomi, vuoi un dolce? vuoi una pizza? vuoi..(metteteci voi qualcosa di altamente calorico e soddisfacente), io risponderò: no, grazie. non mi piacciono i dolci.

e tutti rideranno fragorosamente. e nessuno ci crederà, anche perchè, in effetti, non è vero. e visto come mi brillano gli occhi in presenza delle meringate, e visto come mi si abbassa il tono di voce, diventando rauco e seducente come neanche greta garbo, quando ordino un cheeseburger con patatine fritte o le linguine all'andalusa, non può crederci neanche una persona che non mi conosce. io ce l'ho scritto in faccia, che mi piace mangiare. e anche un po' sul culo, ma insomma, finchè mi guardo allo specchio e schifo non mi faccio, e finchè i vestiti li trovo e continuo ad ondeggiare come un'acrobata sulla taglia 44, e finchè il captain non getterà urla di raccapriccio alla vista dei miei cuscinetti... questo è quello che penso sempre. e che mi consente di affrontare ciccia e dieta sempre con la stessa leggerezza e ironia con cui affronto praticamente tutto il resto. quasi.

però mi sono detta. metti che a furia di dire che non mi piace poi mi convinco. e succede. metto in bocca uno chantilly e dico, ammazza, che schifo. nauseante.

e il mio primo pensiero è stato, evvai, chefffigo! potrei aspirare alle vette della quarantadue.

ma poi ho pensato.

pensa se succede! (brividi di terrore e raccapriccio). e ho visto chiudersi tutto un mondo di possibilità alimentari e cene fatte di vino e compagnia e mare nostrum e pizza la domenica sera con i marziani e i patatuini e aperitivi sinoiri e torte di cioccolato e panna per festeggiare il mio compleanno. ho visto spegnersi bea che dice, no sono a dieta e tutti le sorridono e li si ficca in bocca un'oliva gigante pugliese e dice, vabbè, ma una. ho visto morire la mia golosità e le mie risate intorno ad un tavolo.

e ho capito che se smettessi di essere golosa non sarei più io, così come mi conosco e ho capito che anche se continuerò a stare a dieta (perchè altrimenti divento davvero grossa come una cattedrale neogotica, ma meno slanciata) e magari perderò un chilo o due o ventisei, non potrò mai diventare ascetica e staccata dai miei gelati al colesterolo. questa sono io.

e adesso vado a mangiare costine bollite e merluzzo al forno, perchè è così che funziona, per me. fino alla prossima volta in cui cambio idea.


postato da: JessicaBenton alle ore 18:53 | link | commenti (7)
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martedì, 12 ottobre 2004

ritorno a cold mountain

e così non me l'aspettavo questo freddo glaciale. davvero. sapevo che era lì in agguato ma mi ha colto di sorpresa.

e vogliamo parlare del buio? io comunque l'ora legale non la toglierei mai.

di positivo c'è. che adesso posso comprarmi un sacco di cose di lana morbida e pelosa e soffocante e profumarla di odori caldi.

posso fare il gomitolo di me stessa sotto al piumone e immaginare di essere un gatto e fare le fusa.

io non capisco come mai nei film quando è inverno le protagoniste lo stesso riescono a sfoggiare look invidiabili e capelli in ordine e cappotti aperti sotto cui si intavedono pance scoperte. non importa dove siano, se a beverly hills o a toronto.

in realtà io dei film non capisco com'è che trovano sempre parcheggio, che non chiudono mai la macchina, che escono dai ristoranti e dai bar senza pagare, che dopo aver scopato comne ricci hanno il mascara perfetto, che sempre dopo aver scopato come ricci si addormentano e non si lavano mai, non fanno mai pipì (per non dire la cacca), non cercano mai due ore le chiavi di casa (tranne che nei thriller). e a proposito di thriller. i protagonisti dei thriller sono sempre deficenti, e lo sappiamo benissimo tutti quanti. sono inseguiti da un assassino e vanno a nascondersi in case disabitate piene di angoli bui e anfratti pericolosi.

io non capisco il cinema.


postato da: JessicaBenton alle ore 21:05 | link | commenti (11)
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sabato, 09 ottobre 2004

politically uncorrect

perchè ero lì alla fermata dell'1 in piazza statuto con manicangino e felice delle mie ciabatte a forma di gatto. e sono arrivati loro. due maschi e una femmina, probabilmente zingari, vestiti (o travestiti?) da comuni tamarri di scuola superiore, e si sono messi a rubare. portafogli e cellulari ai loro coetanei che erano appena usciti da cuola e si stipavano su pullmann stracolmi. ridendo e scherzando e mandandosi affanculo come facevo anche io quando era sabato e prendevo il 36 con i miei compagni. e non avevamo il cellulare, noi della old generation, e se qualcuno mi avesse rubato il portafoglio ci avrebbe trovato massimo massimo diecimila lire cagate.

e mi sono infuriata, vedendo questi tre merdosetti uscire a piene mani dal pullmann e scambiarsi la roba altrui così, tranquillamente, senza neanche nascondersi, sicuri dell'impunità.

io non voglio discutere sul perchè o il percome questi tre sono venuti così, non ho voglia di affidarmi a discorsi sulla società e facile demagogia del "poverino". io sono stufa della gente che ruba. che mette le mani nella mia roba e se la porta via così, neanche io fossi miliardaria e per me un cellulare non volesse dire niente. che poi, anche fossi davvero miliardaria, questo non autorizza comunque nessuno a rubare. fine del discorso.

e non capisco perchè. nessuno fa niente. nessuno controlla. nessuno punisce. nessuno educa. nessuno fa un cazzo di niente e questi tre continueranno a guardarmi con la loro faccia da culo e a pensare che loro sono solo più furbi. e non capisco. perchè se dico queste cose sono nazista, se dico queste cose faccio i discorsi da vecchia. e allora sono nazista e vecchia, ma sta di fatto che a me hanno rotto i coglioni, e se uno zingaro si avvicina alla mia borsa io lo prendo a calci nel culo. e poi processatemi pure nei vostri cazzo di tribunali delle buone intenzioni.


postato da: JessicaBenton alle ore 13:11 | link | commenti (9)
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mercoledì, 06 ottobre 2004

top ten

post miseramente copiato da babsi e dal captain manicangini. la mia personalissima top ten dei biscotti della colazione.

10) il biscotto della salute Monviso merita almeno una citazione. perchè sembra fetta biscottata, ma non è. è infinitamente più buono e gustoso e resistente all'ammollo...visto che io odio i biscotti che si spappolano nel latte...

9) tarallucci mulino bianco. il gusto della tradizione...il gusto del frollino simil-artigianale. bello spesso, mezzo centimetro di genuinità.

8) i ciocchini del mulino bianco. che un tempo erano biscotti da colazione poi hanno subito la stessa modifica dei baiocchi e sono stati riciclati come "dolcetti" nella confezione più piccola e con diametro notevolmente ridotto. ottimi anche grazie alla consistente quantità di cioccolato. penalizzati purtroppo dal loro formato mignon che ti porta ad ingerirne quantità decisamente superiori al dovuto.

7) i prince. i biscotti degli autogrill. sandwiches di galletta rotonda e cacao nella classica confezione rossa a tubo. è d'obbligo aprirli a metà a e mangiare prima la parte senza crema.

6) gli zalet galbusera, frollini con malto d'orzo e miele. la confezione attualmente sul mercato è suddivisa in pratiche mini-confezioni da otto, così almeno sei sicura che non ne mangi più di un tot per volta, e questo aiuta i conteggi.

5) i digestive. mc vities. biscotti integrali inglesi finalmente approdati in italia. gusto unico, diffidate dalle imitazioni. e diffidate anche dall'apparenza sana e integrale di questo biscottone minimalista, che è in realtà una fucina di calorie. ma ne vale comunque la pena.

4) i pan di stelle. i biscotti dei bambini. quelli che le madri in realtà non vorrebbero mai comprare e cercano di dirottare il carrello verso lo scaffale degli insipidi oro saiwa. ma il bambino resiste e pretende. voglio i pan di stelle. perchè hanno le stelline. e le stelline sono di zucchero. e perchè c'è tanto tanto cacao, ma così tanto che anche il latte si colora e avviene quel magico fenomeno meglio conosciuto come effetto nesquick.

3) le campagnole mulino bianco. i frolloni di gulliver. mattonelle di latte, riso e cemento. ottimi. con due campagnole tiri su mezzo litro di latte senza che la consistenza ne risenta minimamente.

2) i the froll galbusera. piccoli, rotondi e pieni di zucchero di canna. praticamente gli smarties della biscotteria. vanno giù come ridere, con quel retrogusto di miele che fa dolce, ma non sintetico. anche qui le pratiche mini-confezioni galbusera (ah mago..ma quante ne sai?) tentano di frenare l'istinto del divoratore medio di biscotti. e contengono i danni.

1) al number one troviamo gli ultimi nati in casa barilla. i molinetti. che io amo perchè mi sintetizzano tutto in uno il digestive (integrali) i the froll (zucchero di canna) e le campagnole (capienza di massima portata). e poi hanno una forma divertente. mai vista in campo alimentar-frollinesco. e che cosa vuoi di più dalla vita?


postato da: JessicaBenton alle ore 10:26 | link | commenti (10)
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lunedì, 04 ottobre 2004

autunno

l'autunno..che fa già freddo ma non così freddo. le foglie ingialliscono e i bambini scrivono temi al riguardo.. la sottoscritta continua ad andare in giro senza calze e probabilmente perderà il ditone del piede prima del disgelo, considerando che non vive a latitudini propriamente tropicali.

d'autunno rifioriscono i blog, così vuoti dopo le parentesi estive.

io casualmente scopro l'esistenza di miss blog e non so se essere colma di raccapriccio o approvare l'iniziativa. alla vincitrice va la pubblicazione. e dopo? ok, perlomeno non è una sorta di aberrante concorso di bellezza on line. almeno quello. però..non so. premetto che il mio sogno è scrivere libri. e attenzione, non dico pubblicare. il mio sogno è avere quella costanza determinante che ti porta a scrivere una storia di 100 pagine senza abbandonarla cronicamente prima della metà. poi è ovvio che una volta che l'hai scritta ti piacerebbe anche vederla pubblicata, ma in questo io sono ancora alla fase 1 e non mi permetto di immaginare oltre.

però.

in questo periodo colmo di pubblicazioni inutili come il galateo di cristina parodi e le ricette di iva zanicchi e i libri di isabella santacroce (frecciatina velenosa, captain, recepisci?), non credo che la pubblicazione di un blog possa essere poi così contestabile. diciamo che secondo me se ne può fare a meno. perchè, attenzione, esiste già il blog. chi se lo vuole leggere, apre la pagina web e lo fa. c'è così bisogno di trasformare un fenomeno mediatico in vicenda letteraria?

poi è ovvio, molti bloggers sono anche scrittori. pubblicati. e pure bravi. ed è chiaro che qualcosa della loro bravura letteraria traspare anche dalle cronache più o meno fittizie che mettono su blog. però..non so. uno scrittore è spesso anche blogger. ma il contrario, vale? perchè, ripeto, io sono sicuramente una blogger, ma non certo una scrittrice. e temo, in questo caso, di non essere l'eccezione ma la più disarmante normalità.


postato da: JessicaBenton alle ore 16:00 | link | commenti (5)
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domenica, 03 ottobre 2004

wake me up when september ends

Summer has come and passed
The innocent can never last
Wake me up when September ends

Like my father's come to pass
Seven years has gone so fast
Wake me up when September ends

Here comes the rain again
Falling from the stars

Drenched in my pain again
Becoming who we are

As my memory rests
But never forgets what I lost

Wake me up when September ends

Summer has come and passed
The innocent can never last
Wake me up when September ends

Ring out the bells again
Like we did when spring began

Wake me up when September ends

Here comes the rain again
Falling from the stars

Drenched in my pain again
Becoming who we are

As my memory rests
But never forgets what I lost

Wake me up when September ends

Summer has come and passed
The innocent can never last
Wake me up when September ends

Like my father's come to pass
Twenty years has gone so fast
Wake me up when September ends

Wake me up when September ends
Wake me up when September ends

 

Green Day


















































postato da: JessicaBenton alle ore 01:13 | link | commenti
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sabato, 02 ottobre 2004

i love you baby

 io sono quel tipo di persona che si fida dei suoi pregiudizi. datemi qualcuno e io saprò subito dirvi se mi sta sul culo o se mi sta simpatico.perchè la mia pelle reagisce immediatamente e comunica alla grande con il mio cervello.mi sarò sbagliata due volte in 24 anni. per esempio ilmio fidanzato mi è stato sul culo subito, e, a posteriori, non posso certo dire di aver avuto torto. poi mi sono innamorata, però continua a starmi sul culo.

a me stanno sul culo:

quelli che se la tirano. che devono sempre raccontarti le loro cose come se fossero gli unici capaci di farle. che sono i più bravi i più colti i più informati i più tutto di tuttissimo super. in definitiva sono solo dei gran cagacazzo e nessuno li sopporta, loro e le loro manie di grandezza. per questo appena per sbaglio rivolgi loro la parola, ti assalgono e cominciano un lungo racconto del titolo "una vita di successi part one" .

quelli che devono sempre lamentarsi di qualcosa. quelli che la vita è una tragedia e comunque alla fine tutto è inutile. e coinvolgono anche le tue sorti personali in questa visione cataclismatica del tutto. che se ti chiedono come va e tu rispondi "mah..normale", iniziano a indagare con aria funerea tra i risvolti delle tue vicende personali, mentra magari tu stavi pensando se per pranzo preferivi mangiare pomodoro e mozzarella o pomodoro e prosciutto crudo (a casa mia i menù non sono mai molto vari ed elaborati).

quelli che fingono di interessarsi a te ma poi capisci chiaramente che non gliene frega un cazzo. "Ciao barbara!" "Ehm..beatrice". "Ah, scusa! tutto bene? come va l'università?" "Eh l'ho finita..non ti ricordi che sei venuto alla festa di laurea e ti sei pure rubato un cestino pieno di m&ms?". "Ah già! E Carlo come sta?" "chi?!" "Ma sì, il tuo fidanzato! quello che suona il basso!". "Diego..e suona la chitarra..comunque sta bene". la gente di questo tipo può andare avanti per ore e non azzeccarne neanche una per probabilità statistica. poi, senza che tu gliel'abbia chiesto, iniziano a raccontarti la storia della loro vita. e tu vedi il quarto pullmann che passa e rimpiangi il maledetto momento in cui hai sentito qualcuno che ti chiamava e anzichè fare finta di niente ti sei girata a l'hai salutato.

ma più di tutti odio. al di là di ogni definizione. quelli che bridget jones chiama le meduse. quelle persone che ti vedono, ti sorridono, ti abbracciano. e poi, preferibilmente in presenza di terzi, tirno fuori l'asso nella manica. la cattiveria, la bastardata. quelli che ti chiedono sempre se sei ingrassata, come mai hai cambiato pettinatura perchè questo taglio effettivamente ti sta male, ma non sarebbe ora di fare la tinta? e ti sei laureata con 110 e lode e perchè non ti hanno dato la dignità di stampa? e il bacio accademico? e la menzione speciale in prima pagina su torino 7? il tutto sorridendo amichevoli. e tu senti la stronzeria che serpeggia. ma devi sorridere. e se ti incazzi non sai stare al gioco.

io, dicevo, ai miei pregiudizi ci tengo. perchè di solito mi aiutano a stare alla larga da queste persone di merda.

e poi alla fine, sai cosa ti dico? i love you baby. perchè più vedo quanto tu sei una merda, più mi sento sollevata di essere quella che sono.


postato da: JessicaBenton alle ore 18:26 | link | commenti (4)
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venerdì, 01 ottobre 2004

non sono mai contenta

ho messo un header. in realtà non è l'header in sè che è importante. è il fatto che io sia riuscita a metterlo. poi posso anche cambiarlo. spero di non aver commesso una tragedia irreparabile cazzeggiando con l'html. lo scopriremo solo vivendo.

postato da: JessicaBenton alle ore 16:55 | link | commenti (2)
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