mercoledì, 29 dicembre 2004

le odiose riflessioni di fine anno

quest'anno il 31 dicembre mi coglie impreparata. il bilancio sarà negativo per forza.

non ho un lavoro. ho una laurea in più rispetto all'anno scorso, ma per quello che me ne faccio potrei usarla per soffiarmi il naso.

peso due chili più dell'anno scorso. la gente giura che non si vedono, ma allora dove cazzo li ho messi? mi si è ingrossato qualche organo interno? la cellulite ha invaso il mio sistema respiratorio?

non sono stata migliore, in quest'anno domini 2004. sono stata stronza uguale, acidella come sempre, disordinata e fancazzista come negli ultimi 23 anni.

e allora? vaffanculo! chi l'ha detto che con il tempo una è obbligata a migliorarsi? sarei veramente una persona migliore se fossi sempre gentile e sorridente? o sarei una specie di balenga con un'emiparesi facciale e un'ulcera grossa come il buco dell'ozono? se davvero pesassi due chili in meno mi offrirebbero un miliardo di euri per fare la nuova pubblicità dell'oreal soppiantando a colpi di culo la radiosa milla jovovich?

il punto è che io sono quello che sono. ed è ora che giunga a patti con l'intera faccenda senza più struggermi in calcoli contabili su quello che avrei potuto fare e non ho fatto per limare gli angoli ottusi del mio corpicino e del mio caratterino.

e basta con le liste dei buoni propositi che già il due di gennaio hanno l'aspetto muffolento della crosta di parmigiano dimenticata in fondo al frigo. come diceva pomponazzi, ognuno è quello che è sempre stato. un animale di merda!

e allora, dài, affrontiamo questo duemilaecinque. senza neanche alzarmi dal divano per salutarlo quando entra. anche perchè, se tutto va come immagino, verso la mezzanotte sarò con le caviglie affondate nella neve e il decimo martini fra le mani cantando una canzone tremenda, antenne glitterate sulla testa e macchie di lasagna sul decolletè.


postato da: JessicaBenton alle ore 18:50 | link | commenti (8)
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lunedì, 27 dicembre 2004

Gift List

e così per contraccambiare il gentile post a richiesta di pep. parto anche io con la gift list di questo merry christmas.

Gifts from london.

una gonna di tulle nero fatta dal laboratorio del costumista che ha curato "il fantasma dell'opera" (infatti è trasparente e dovrò fornirmi di culotte e pantacalza per indossarla). con relativo bustier rosa e nero.

un orso fatto su misura alla bearfactory di hamleys.

un maglione peloso rosa con spilla simil-vittoriana sul bavero.

un coprispalle di pelo rosa sintetico di laura ashley.

tre paia di calze con dita di varie fogge e colori.

Gifts from Turin.

un calendario di klimt.

una bambola Jaggets (mini model, per essere precisi).

7 libri.

una smemoranda.

due borse (una tigrata e una nera a pois bianchi).

una collana.

un orologio da viaggio tecnologico munito di antenna che regola l'ora automaticamente e ci ha pure la radio e un manuale di istruzioni che sembra la guida telefonica di tokyo.

creme per il viso/corpo al cioccolato e non.

un pigiama.

uno zainetto a forma di porcello.

un completino intimo della cacharel reversibile nero e argento.

tre tazzine per il caffè di hello kitty.

una trousse della pupa.

un completo mutanda e canottiera di emily the strange.

il libro del Gruffalò con peluche incorporato.

mutande con gatto sempre Emily.

portafoto con gatto e pesce e foto di gatto in carne e ossa.

soldi (che fanno sempre bene).

portafoglio di pucca.

film dei muppets con pacchetto di popcorn to make it a blockbuster night.

candele varie.

due sciarpe.

peluche di pimpi.

n.b.-sicuramente avrò dimenticato cose. lista da aggiornarsi ogni volta che metterò a posto un pezzo di cameretta.


postato da: JessicaBenton alle ore 18:56 | link | commenti (8)
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giovedì, 23 dicembre 2004

and so this is xmas?

tutti che si lanciano in arditi post augurali. e io come al solito mi sento persa.

auguri a tutti! ma poi, auguri de che? che ve ne frega dei miei auguri?

no, così non va. disfattismo a manetta! e non è carino. anche perchè ci sono cose che a volte bisognerebbe dire.

solo che raramente mi viene da dirle a tempo debito. mi viene da dirle sempre un attimo prima o un attimo dopo. a me il natale fa questo strano effetto perchè la sola cosa di cui mi preoccupo in questo giorno di festa è il livello di dilatazione del mio stomaco. non va bene,  però! c'è anche gente che riesce a fare cose brillanti in questo periodo!

allora stilerò una personale lista di cose. di auguri, chiamiamoli così.

no, niente, non mi viene. non ce la faccio.

Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight with you

Where is Santa? At his sleigh?
Tell me why is it always this way?
Where is Rudolph? Where is Blitzen, baby?
Merry Christmas, merry merry merry Christmas

All the children are tucked in their beds
Sugar-plum fairies dancing in their heads
Snowball fighting, it's so exciting baby

I love you and you love me
And that's the way it's got to be
I loved you from the start
'Cause Christmas ain't the time for breaking each other's hearts

Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight with you

in fondo perchè sforzarmi di dire qualcosa quando l'hanno già fatto i ramones prima di me?























postato da: JessicaBenton alle ore 20:20 | link | commenti (6)
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lunedì, 20 dicembre 2004

disordine - reprise

mi guardo intorno e mi scoraggio. una si alza di lunedì mattina e pensa adesso metto a posto.

gli ugg boots giacciono uno da una parte uno dall'altra (hanno divorziato) e mostrano segni neri preoccupanti (come cazzo la pulisci la pelle scamosciata rosa?).

sulla sedia c'è un cumulo informe in cui distinguo: un paio di pantaloni della tuta bianchi (cinque euros sul mercato, li uso per stare in casa e sembro un'amica di maria prima della liposuzione), la maglia di un pigiama i cui pantaloni sono già stati lavati quattro bucati fa, una felpa rosa di ciniglia che dovrò annusare perchè non mi ricordo se è pulita o sporca, una maglietta di milky che voglio mettere da tre settimane ma poi non si abbinava con niente e adesso pende spiegazzata verso il parquet, altre cose che non distinguo bene.

sulla scrivania c'è un mix di cartacce tra cui dovrò scremare gli estratti conto bancoposta, gli scontrini utili (per i cambi eventuali dei regali di natale) e gli scontrini inutili (tre euro e venti in una tabaccheria di via tripoli, e che cazzo ci facevo in via tripoli? poi guardo bene ed è datato 2001), agende vecchie, agende nuove, penne che scrivono, penne che non scrivono, accendini che funzionano e accendini che forse esploderanno. un maiale che cammina e grugnisce (quelli dell'autogrill, se mai vi siete chiesti chi li compra la risposta sono io), varie ed eventuali.

per terra c'è lo scatolone con la stampante vecchia rotta, devo buttarla, ma sto procrastinando. i bidoni sono lontanissimi, e poi la mia indole da raccolta differenziata è in ambasce, ma devo smontarla pezzo per pezzo e dividere la plastica dal resto? è riciclabile la plastica della stampante?

poi sempre per terra c'è un cumulo di riviste, cosmopolitan di dicembre, cosmopolitan di dicembre versione UK che comunque ha molte più pagine e più pettegolezzi, perchè?, rolling stones che mi sono abbonata ma non ho ancora capito se mi piace o mi fa cagare, marie claire e specchio (di cui leggo solo l'oroscopo, la pagina dei pettegolezzi, la vignetta di maitena e la posta di Gramellini, mio idolo, un giorno gli scriverò la storia della mia vita per sentire che cosa ne pensa. in sostanza per me di specchio potrebbero stampare solo le ultime dieci pagine). poi c'è un pacco di incartamenti certificanti i miei titoli e le mie abilità, doveva servire per farmi prendere al servizio civile ma sono talmente incapace che non mi hanno voluta neanche lì. lo brucerò in segno di rottura con il passato, qualcuno deve prestarmi un caminetto. poi c'è il manoscritto del captain e un libro che si intitola holidays on ice.

poi sempre per terra abbiamo una borsa zarrissima di pelle nera con le fiamme di plasticona gialla e rossa applicate, quattro paia di ciabatte (mi piace cambiare. un paio è di winnie pooh, uno rosa peloso con stelline e lunette, uno ha la faccia dei gatti di emily the strange e un paio è davvero tremendo, della lovable di pile azzurro con un orso, ispirazione babbucce, una cosa antistupro da scoraggiare anche il mostro di milwuakee).

sotto il letto c'è un altro libro, il caricabatterie del cellulare, un sacchetto di cavi di diego, la chitarra di diego, un monopattino, uno stepper e tre scatoloni pieni di riviste metal anni 90. un paio di scarpe da ginnastica Buffalo, un ippopotamo di peluche e polvere.

sul divano ci sono vestiti stirati, vestiti non stirati, borse estive e invernali, cuscini, fogli, animali di pezza, sacchetti, una scatola da scarpe vuota, candele, guanti e costumi da bagno. il letto è da rifare.

io non mi scoraggio facilmente, ma qua c'è abbastanza materiale.

e comunque io in camera mia non introduco mai alcun genere alimentare, se no arriva tutto il cast di zeta la fomica e sono cazzi amari.


postato da: JessicaBenton alle ore 09:33 | link | commenti (12)
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sabato, 18 dicembre 2004

molle come un marshmallow

oggi mi sento proprio così. molle. senza ossa. senza energie. chissà perchè. striscio dal letto al divano come un'invertebrata.

ho letto un libro-cazzatone di ereditiere newyorchesi con finale romantico e devo dire che è una soddisfazione tornnare alla mia cameretta mezza ikea, al mio guardaroba desolatamente privo di pezzi unici di marc jacobs. queste povere criste di riccastre sono delle stressate incredibili, se stai a leggere quello che scrivono le autrici di questi romanzoni.

insomma..le mie pulsazioni cerebrali oggi non mi consentono di andare oltre. e chissenefrega. va bene così.


postato da: JessicaBenton alle ore 14:29 | link | commenti (4)
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martedì, 14 dicembre 2004

give me novocaine

ecco qua. mi sento una sorta di barbie con un  tot di cosette in dotazione. toglietemele tutte, please.

regalo tutto. regalo una laurea inutile. regalo ventiquattro anni di ricordi che fanno più male che bene. regalo infanzia felice con fate e lupi buoni che non mangiano cappuccetto rosso e al massimo le rubano la merenda.

regalo guardaroba completo con cui sembrerete sid vicious travestito da platinette. regalo cassetto con sogni on the inside.

regalo baracca e burattini, chè mi sono persa le istruzioni e i conti non tornano. ci ho le mani piene di roba e non so come funziona. regalo un carattere a metà tra eleonora duse, shirley temple, wanna marchi e vladimir luxuria. praticamente regalo la schizofrenia.

regalo la paura dei cani e l'amore per i gatti. la tartaruga d'acqua me la tengo chè poveretta lei non c'entra niente.

regalo frasi di consolazione di quarta mano e una confezione di scottish butter finger special edition. regalo cellulite!

regalo l'assenza totale di talenti e aspirazioni, e guardate che è merce rara. quasi tutti sognano di diventare almeno qualcosa, o hanno potenzialità inespresse. io vi offro l'opportunità unica di incarnare la Ragazza Senza Talento, con il minimo sforzo possibile.

Il mio fidanzato non ve lo regalo, ma se avete particolarmente culo sarà lui ad offirmi omaggio al miglior offerente.

stesera sto facendo i conti e sono a metà tra il disperarmi e ridere fragorosamente.

perchè per caso mi sono accorta che quando stai perdendo non puoi cambiare le regole del gioco. ommerda. and now?

ps-ed in tutto questo casino non ho neanche fatto gli auguri a lo.


postato da: JessicaBenton alle ore 21:46 | link | commenti (5)
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lunedì, 13 dicembre 2004

O.T.

mi avvicino al natale sviluppando un'indifferenza cosmica a tratti venata di serenità. non ho comprato neanche un regalo. anche perchè. ehm, non è che io quest'anno abbia tutti 'sti soldi. forse mi illudo di tenermeli, se vado a fare spese il 24. non so.

per amor di cronaca, sto sviluppando anche altre patologie, tipo un'intolleranza alla puzza. oddio, mi spiego meglio. non è che a me la puzza sia mai piaciuta, però almeno riuscivo a sopportarla. adesso mi ritrovo a scendere dai pullmann perchè, se malauguratamente di fianco ho qualcuno che emana effluvi umani poco piacevoli, incorro in attacchi di nausea bestiali. insomma, per questo natale lancerei un appello: utenti della gtt torinese, lavatevi. fatemi questo regalo. non costringete me e chi mi accompagna a scendere tre fermate prima per colpa dei vostri olezzi. anche io pago il biglietto. eh.

 


postato da: JessicaBenton alle ore 08:45 | link | commenti (8)
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martedì, 07 dicembre 2004

consigli per gli acquisti

..e questo è uno dei miei negozi preferiti!!

e ci trovate anche la produzione della sottoscritta..mutandine ideate e confezionate da me-io-stessa-myself-in persona.

così..giusto nel caso vi mancassero idee regalo per natale.


postato da: JessicaBenton alle ore 14:33 | link | commenti (10)
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domenica, 05 dicembre 2004

a proposito di hello kitty...

...kinderwhores, cultura underground, riot grrls e tutto quello che c'è da sapere lo trovate riassunto in questo estratto:

Some of the grrlzines use old pictures, which in the new context generate new and changed meanings. Christa Scott (1998) points out that the Riot grrrls, in contrary to earlier feminists, often use symbols and artifacts from the commercial culture that is mainly directed towards females. On such example is “Hello Kitty”, a small cat character that is the motive on numerous writing pads, bags, calendars etc. that are produced by the Japanese company Sanrio. This cat and her co-characters have been popular among big and small girls since the seventies. In this way, the riot grrrls celebrate what is cute, pink and “feminine” in a way that is analog to the use of “girls” instead of “women” when they refer to themselves. The feminists of the sixties and seventies felt that the label “girl” was degrading, and insisted on being called women. The tactics of the Riot grrrls is to reclaim the word “girl”, and everything associated with it. In the same way, some of the grrlzines use older images of women, that could be labeled sexist, but put them into new contexts.

(testo integrale qui).

purtroppo non ho trovato immagini, ma gli anni 90 ormai sono finiti da un bel po'...

ultima frecciata velenosetta. un conto è non essere pucci pucci, un conto è fare di tutta l'erba un fascio..eh.


postato da: JessicaBenton alle ore 15:03 | link | commenti (5)
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sabato, 04 dicembre 2004

kill your idol

casualmente mi imbatto in questo blog.

questo blog è, sostanzialmente, uno strumento di smerdo nei confronti delle cosiddette blogstar, dei bloggers-che-ce-l'hanno-fatta-e-sono-stati-pubblicati. della lipperini crew.

premessa. io non sapevo neanche chi cazzo fosse la lipperini prima di un mese fa. poi tra le pagine delle mie letture intellettuali (marie claire e cosmopolitan, per citarne un paio a caso) mi sono imbattuta in articoli "di società e costume" che, tra un rossetto e l'altro, disquisivano del blogfenomeno, citando in particolare il libro appena uscito "la notte dei bloggers" (si chiama così, no?). proponendolo magari poi come strenna natalizia per la collega un po' intellettuale per cui non vuoi spendere più di 15 euros.

e questo perchè? perchè io ho un blog (anzi, in realtà ne ho due. il primo l'ho aperto nel maggio 2003, poi l'ho abbandonato, poi ho aperto questo, poi ogni tanto creo cazzate, poi ogni tanto le cancello. con me va così). ma io non sono una vera blogger. io non leggo quesi nessuna delle blogstar, anche se secondo me qualcuno tra coloro che compaiono nei miei link può essere a buon diritto considerato una blogstar mancata, perchè scrive da dio, ma non si è creato tutto quel giro di visite-link-commenti che fanno di una persona un fenomeno virtuale.

e questo perchè? perchè a me, fondamentalmente, non frega un cazzo del mondo blog. io non voglio fare la scrittrice. io non voglio diventare famosa. io non auguro a nessuno di farcela via blog non più di quanto gli/le auguri di facela andando, come si diceva qualche post fa, a farsi corteggiare da maria de filippi.

poi, aggiungo, io non ho niente contro le blogstar come categoria. mi danno fastidio alcuni atteggiamenti da blogger, ma, quando mi imbatto in qualcuno di questi wannabes o starlet o come cazz si chiamano, mi indigno quei cinque minuti, mi faccio quattro risate con the capt. e poi morta lì. se ho qualcosa da ridire con qualcuno via commento lo faccio, e poi basta. dimentico.

però ho trovato interessante l'iniziativa del blogdiscount perchè, a parte che mi fanno ridere, a parte che scrivono bene, mi piace, ogni tanto, sentire qualche voce dissidente. così. come ogni tanto è una boccata d'aria fresca sentire qualcuno che ti dice che kurt cobain era un po' un cretino, anche se non sono d'accordo, perchè ci vuole. perchè non sopporto che siamo sempre tuti d'accordo, che i blogger sono tutti bravi, tutti belli, tutti buoni. non è vero, cazzo! tu puoi leggere qualcosa e pensare che chi l'ha scritto ha fatto una coglionata, e devi essere libero di pensarlo, e di dirlo, e di discutere etc. etc. senza scatenare guerre sante ma neanche camminando sulle uova perchè non si sa mai poi magari ci rimangono male e mi scatenano contro l'esercito di amici-commentatori che gridano allo scandalo.

se poi ms. rebecca & co. lo facciano per invidia o malignità pura o quant'altro, cazzi loro. mi fa piacere sentire anche l'altra voce nel coro, quella che non si limita ad andare alle blogfest e dire siamo tutti amici siamo tutti simpa siamo tutti i migliori, quella che mette il punto in maniera un po' stronza ma comunque valida sulle pecche degli altri.

insomma, alla fine un blog ce l'hanno cani e porci. avere un diario on line non ti rende nè migliore nè peggiore, nemmeno se hai tremila accessi al giorno e tutto un codazzo di ammiratori che per te sacrificherebbero l'onore (virtuale). se poi pubblichi un libro buon per te, ma se lo fai perchè sei figlio/nipote/amico di..allora lo sai da solo quanto vali, senza bisogno che te lo venga a dire io.

io comunque, in tutto questo marasma, non ci sono.

perchè la vita vera è quella che sta fuori, e non dentro, allo schermo. e perchè quando tutti sono speciali, come dice flash, allora è come dire che nessuno lo è. e infatti...


postato da: JessicaBenton alle ore 14:26 | link | commenti (9)
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venerdì, 03 dicembre 2004

underwear

di ritorno da una intensa (?!) lezione di acquagym.

come sempre lo spogliatoio della palestra mi lascia carica di riflessioni e speculazioni filosofiche sulla scelta della biancheria intima.

in palestra ci vanno donne di età variabile tra i 16 e i 70 anni.

in palestra ci vanno donne di qualsiasi costituzione, altezza, peso, forma fisica.

però un requisito fondamentale per ottenere meritatamente il titolo di Donna Da Palestra deve essere la scelta della biancheria intima. forse è per questo che io, a tale titolo, non ci arriverò mai.

la biancheria d.o.c. per la D.D.P. d.o.c. contempla:

a. perizomi di pizzo nero

b. tanga leopardati con inserti di rose rosse ricamate

c. brassiere il cui pizzo multicolore forma encomiabili arazzi in cui si possono riconoscere forme di vita come aironi che spiccano il volo, serpenti tentatori che si arrotolano intorno al capezzolo, salamandre in amore che si inseguono per paesaggi campestri

e. reggiseni con coppe ad olio, cuscinetti degni delle ruote di un tir, mezzelune gonfiabili come canotti della riviera romagnola, che in pochi secondi trasformano le tue tette dalla misura keira knightely all'abbondanza pamela anderson. il tutto in tessuti ad alta infiammabilità.

in tutto questo proliferare di sensualità, io, con i miei slip seamless pompea, e i miei reggiseni in microfibra modello "fila sport", rinforzati con tecniche NASA per contenere e corazzare ed evitare sballonzolamenti fastidiosi, mi sento, inequivocabilmente, sfigata. e rifletto sui casi della vita. perchè tutte le volte che passo davanti ai negozi di sexy-lingerie mi immagino legioni di trentenni un po' donne in carriera che entrano e comprano, diciamo tipe come carrie bradshaw. e invece probabilmente loro ci entrano, sicuro. ma solo per procacciarsi il regalo di natale per la nonna.


postato da: JessicaBenton alle ore 11:44 | link | commenti (3)
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mercoledì, 01 dicembre 2004

strange days

per esempio. se una si sente un po' vuotina, ultimamente. un po' amorfa.

e le vengo in mente un sacco di cose da dire. solo che non ha voglia di dirle a nessuna delle persone che ha intorno. perchè sono pensieri confusi che certo fanno più male che bene, alla sottoscritta. e restano lì. una pensa che poi passeranno, e invece no, forse si trovano bene nella mente schifa della tipa qualunque.

che cosa si fa, in questi casi? si telefona a un fottuto psicologo?

roba che stanno sulla punta della lingua, le parole, e tu guardi le facce belle delle persone a cui vuoi bene e pensi, adesso le tiro fuori. le risolvo, perchè c'è proprio il bisogno, di dirle a qualcuno. ma non ce la fai, semplicemente. forse è solo narcisismo, non vuoi che gli altri sappiano quelle cose un po' brutte e meschine e sfigate, non vuoi che debbano ricordarti così, mentre dici quelle cazzate, e allora la lingua si ferma e non dici niente o dici una cazzata innocua.

we are living strange days.


postato da: JessicaBenton alle ore 17:17 | link | commenti (1)
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