non è che ultimamente io abbia fatto chissà che. mi sono barcamenata tra l'influenza e colloqui a cazzo (non ne è andato bene manco uno, per dovere di cronaca..ma non mi deprimo neanche più perchè mi consola la miseria intellettuale ed espressiva in cui mi vedo confinata nei brevi istanti in cui penso che potrei davvero lavorare lì dentro).
poi pensavo a tante cose, e in sostanza il succo è sempre quello. domande che una si pone. del tipo.
perchè quando ho l'influenza guardo la televisione? io non la guardo quasi mai, davvero. guardo solo le televendite e Un Posto Al Sole. però in questi giorni mi sono sciroppata uomini e donne (dio mio, che miseria, davvero. se pensi che c'è davvero, quella gente lì, ti viene da sbattere la testa contro il muro. che ci sono ragazze belle, volgarissime, ma belle, che vanno lì in tenuta d'abbordo a corteggiare un brachicefalo cafone con il monociglio d'ordinanza e il maglione con la cerniera senza niente sotto chè ti viene da chiederti che cazzo ci ha sotto le ascelle, quel manzo foderato d'acrilico lì). mi sono sciroppata mtv (per un totale di centosei video di robbie williams, che pure è un bel vedere, e ottantatrè video di eminem, e novantotto video di avril, che quando la smetterà di dimostrare dodici anni e un'adolescenza passata a vomitare sul cesso forse diventerà un sex symbol, ma per adesso sembra più la pubblicità progresso delle bambine dell'ospedale psichiatrico). mi sono sciroppata persino un documentario sul nazismo. e poi allmusic, la versione di mtv con i vj più brutti e i video di francesco renga, che se stava a casa a cantare le ninnenanne in duetto con ambra ci faceva tutti più contenti. però allmusic ha una cosa che nessun'altra rete ha.
the club.
sei brutto? non sei brutto ma quando apri bocca la gente vorrebbe essere morta piuttosto che sentirti parlare? ha un look veramente da rivedere fin nelle fondamenta? hai fatto della sfiga un'arte?
vai a the club! allieta anche tu i pomeriggi delle persone come me, che, nel loro sano egoismo, cercano disperatamente di sentirsi migliori di qualcuno. vai a the club! regala anche tu un sorriso a jessica benton!
"come dev'essere il tuo uomo ideale?"
"mah..innanzitutto onesto..simpatico..e comunque psicologggicamente bravo!".
Dlin-dlon. Suono al citofono della ipsilon sas. Aprono. Una rampa di scale sotto lo sguardo indagatore del portinaio flanellato. Apre la porta una madama che mi sembra la bisnonna di dracula con capelli tirati all’indietro biondo cenere e dentatura ingiallita con enormi incisivi a paletta macchiati di nicotina.
-la signorina..?
-benton. Ho preso un appuntamento per telefono.
-ah, sì. Un attimo, sono subito da lei. Si accomodi.
Faccio spazio al mio culo infreddolito su una seggiola anteguerra in un’ingresso di quello che sembra un normale appartamento riattato ad ufficio. Pareti che avrebbero bisogno di una bella mano di bianco, un attaccapanni del paleolitico in ottone e legno pesantissimo. Porte di bassa qualità con cartellini da tabaccheria attaccati un po’ storti. Individui spettinati vestiti in modo intenzionalmente un po’ manageriale ma con capi chiaramente targati facit.
La bisnonna di dracula fa il suo ritorno e mi guida dentro una stanza in un corridoio che sembra finire nei sotterranei della torino romana. È lunghissimo, stretto e buio.
Varco una porta su cui è pomposamente attaccato l’adesivo “direzione”. Una stanza con solo un grosso tavolone, un computer e millemila fogli di vaga natura. Un cartellone della TRE completa l’arredamento.
Sotto invito della madama mi siedo.
-Allora. Mi parli un po’ di lei.
E io parto. Laurea, esperienze discutibili, viene fuori tutto in maniera rilassata e un po’ perplessa.
Finisco e la guardo. E lei mi fa:
-Scusi, ma lei ha un difetto di pronuncia.
È vero. Pizzico la s e la t. Annuisco.
-E come mai?
E che cazzo ne so, nonna?
-non saprei. Ce l’ho dalla nascita. È la conformazione del mio palato.
-Ogni tanto si sente di meno, ogni tanto di più. Perché?
Perché lo faccio apposta per aggiungere sex appeal.
- penso dipenda dalle parole che dico.
- no, perché sa, noi cerchiamo un’operatrice di call center.
Annuisco. Che ti devo dire? Pensavo di parlare comunque in modo comprensibile. E poi non è che voglio lavorare in radio o fare l’annunciatrice tv.
-guardi, ho anche lavorato a contatto con il pubblico. Dò lezioni di inglese. Non mi ha mai creato problemi. Certo, poi non so. Magari per questo lavoro può essere un problema.
-è che sa, noi parliamo vis a vis, però al telefono lei ha solo la sua voce.
Sorrido. Che cazzo devo dire? Palettona mi sta facendo sentire peggio di johnny freak. E non riesco a smettere di guardarle i denti.
-Comunque io direi che lei può fare il nostro corso, dura una settimana, inizia stasera, non pagato, ovviamente, poi può cominciare, vediamo come va il lavoro, cinque euro lordi con la ritenuta del venti per cento all’ora.
Sticazzi. Probabilmente al fondo del corridoio ci sono i bambini che cuciono i palloni. Magari la contessa vlad gestisce anche un giro di rumene sul vialone qua vicino.
-guardi, per me sarebbe un problema cominciare già stasera. Ho anche altri colloqui in settimana.
-allora senta. Per questo turnover non si fa niente. Io comunque la tengo presente.
-va bene. Solo una domanda. Se dopo il corso si scopre che il mio difetto è troppo limitante?
-eh, sono i rischi. Non glielo posso dire prima.
Eggià. Sorrido perplessa.
-va bene. Allora mi metterò in contatto io.
-allora arrivederci.
-arrivederci.
E tutto questo per cosa? Per vendere contratti telefonici per telefono.
Scappo giù dalle scale lontana dal mare d’avorio della mia potenziale capa.
Non troverò mai un lavoro. Sono troppo schizzinosa.
mi è tornata la cugina dal cile. me l'ha un po' raccontato e penso che partirei domani per nadarci. ma le ho promesso che la aspetto, finchè avrà risparmiato i soldi, e ci andremo insieme.
ho passato due giorni a rdiere di lei e delle cazzate che diceva, perchè ormai non sa più parlare italiano (puntaggio. pronunciazione. es que..come se dice in italiano?folklorico, se dice?). è stato bello. domani la aspetta il suo primo giorno di liceo dopo sei mesi di carrete (=fiesta) e io le auguro di sopravvivere così, con quel paese negli occhi e i suoi amici terzomondisti sempre a fianco.
by the way. oggi affrontarò per la seconda volta l'orda di preadolescenti. ricordarsi di stare calma e di essere gentile e di non incacchiarmi troppo con le ragazzine che mi sembrano un po' lobotomy. è l'età. anche io ero così, se non peggio. no, va beh, peggio no, eddài. mettaiamola così. se anche ero peggio, non lo voglio sapere.
poi succede che per caso ti accorgi che non trovi più un libro. è il primo di una collana illustrata da Tony Wolf che racconta delle storie del bosco. ci sono tutti, gli altri. e manca il primo. e ti chiedi come abbia potuto succedere. perchè tu sei ordinata su tre cose, e una di quelle tre cose sono i libri illustrati della tua prima infanzia.
e così cristoni, magoni, ululi e sbatti la testa contro il muro. arrivi persino a patteggiare con gli spiriti della casa. ma niente, il libro non salta fuori.
e tu allora inizia a percorrerne le pagine con la mente, a ricordare di quando gli animali fanno il condominio nella vecchia quercia abbattuta dal fulmine, o di quando le ranocchie (con i sandaletti! erano bellissime le ranocchie con i sandaletti!) organizzano il corso di nuoto per gli altri animali. e il corvo, il corvo che aveva sempre in testa la bombetta perchè era pelato!
così, stucchevoleggi nella tua memoria i ricordi di quel cazzo di libro. hai il cuore spezzato, a pensare alle tue favole preferite perdute in chissà quale dimensione parallela.
i libri hanno le gambe? no. ovvio.
e allora. dove. cazzo. è. finito.
anni e anni di studi umanistici al mio attivo e non sono ancora capace di scrivere una lettera formale con richiesta di assunzione.
e non so neanche piegare dritto un foglio.
o porca me? in quattro giorni ho fatto fuori 200 grammi di nutella.
poi oggi riflettevo su alcune cose. tipo l'individualismo, il sentirsi o meno parte di un gruppo (accezione positiva). io non mi sento granchè parte di qualche gruppo, ma non per motivi etici o grandi cose. così, solo come constatazione senza vis polemica.
però, allo stesso tempo, sento di avere un certo tipo di background in comune con qualcuno. è che penso che in fondo contino più le differenze delle somiglianze. penso che le differenze siano più costruttive, più sane. più divertenti.
il fatto che poi con alcune facce di merda uno sia felice di non avere niente in comune, beh, quello è ovvio.
L'altra sera ero a cena a casa di ale con alisia.
ale è alta, magra e bella. io e alisia apparteniamo al mondo dei normali.
ale:- e quest'anno compio 26 anni..tu 25..alessia 27...diventiamo vecchie..tu lo usi già l'antirughe?
io:- solo il contorno occhi.
alisia:- di già? ..ebbè, certo..ti porti avanti col lavoro..usarlo quando hai già le zampe di gallina marcate effettivamente non serve a un cazzo.
ale:- e poi ci cadrà anche il fisico!
alisia:- sì..ma quello..
io:- a noi ci è già caduto da un pezzo!
e così ti svegli una mattina gelata ma piena di sole. ti svegli tardi e resti a crogiolarti nel verde un po' anni 70 del tuo copripiumino ikea.
ti fai un cappuccino perfetto con la nuova gaggia metallizzata. schiumeggi il latte finchè non acquista la consistenza del budino.
berci un po' di insulti mattinieri come sempre.
adesso è ora di vestirti e di andare a pranzo dai gatti.
da dove esce questa quieta soddisfazione di te? davvero a dispetto di tutto ti sembra di poter ricominciare da capo?..in fondo lo sapevo. per te ogni lunedì può essere il punto di svolta per una brand new life. ti piace avere l'impressione di poter ricominciare, voltare pagina, radere al suolo e ricostruire da zero lasciando intatte giusto le fondamenta. figurati quando cambi anno, le manie di restyling che non ti vengono.
e lèvati quel sorrisetto del cazzo dalla faccia!