giovedì, 23 marzo 2006

be patient

E così. non c'è niente che non va ma non c'è neanche niente che va.

è da mesi ormai che sono in bilico. qualcosa sta per succedere. è sempre lì lì. ma non succede mai.

è la mia vita cazzo! datti una mossa, vita!

io non sono mai stata una persona indecisa. ho tanti difetti ma quello no. di qualsiasi cosa, si tratti una volta che ho deciso (e decido in fretta) non mi guardo indietro e parto come un bulldozer. infatti a volte finisco col fare più danni che altro, ma va bè. dettagli.

questa lentezza, mi sta uccidendo. io ho sempre sotterraneamente pensato che la pazienza è la virtù degli stronzi, ed adesso guardami, qua, a fare passettini lenti e misurati che neanche un'oca morta.

sono passata davanti a quel muretto incastonato nella facciata del palazzo laggiù all'angolo. e mi è venuto in mente quel pomeriggio d'estate nel duemilauno, quando il temporale violentissimo mi ha sorpreso a metà strada tra casa mia e casa di simone, il bimbo da cui andavo a fare la babysitter. mi sono seduta in quell'angolo ad aspettare che passasse, un po' riparata, un po' no, con schizzi d'acqua tiepida sulle gambe e sui piedi nudi. e lì, ho pianto, nel temporale che rendeva la strada un mare vuoto, che con il suo fragore azzittiva i miei singhiozzi, c'era talmente tanta acqua che le mie lacrime non erano niente, niente di niente.

ci sono stati anche momenti peggiori, ho pensato oggi nel sole.

ci saranno anche momenti migliori. magari già oggi.


postato da: JessicaBenton alle ore 10:27 | link | commenti (17)
categorie:
lunedì, 20 marzo 2006

..così.

di ieri sera ho amato il tizio che camminava nell'aria (così sembrava, e quando ho visto la rotellina di sicurezza che lo seguiva passo a passo sul filo mi sono stupita).

di ieri sera ho amato il fatto che Patti Smith ha cantato because the night senza farsi troppo pregare, come fanno di solito quelli che loro sì fanno il concerto ma la canzone famosa no perchè loro sono artisti a tutto tondo e guai a chiedere il greatest hit.

ho amato la fettazza cremosissima di cassata 100% sicula mangiata emettendo strani versi (tipo foca in calore) e giuro che un giorno o l'altro torno là alla picciridda e mi compro la cassatona da 5 kg e me la mangio tutta e poi però muoio perchè è impossibile sopravvivere ad una cosa così.

ho amato il fatto che faceva un po' freddino ma non tanto, comunque, avevo anche la gonna e pensavo che mi si sarebbero ibernate le parti basse e invece quando sono arrivata a casa erano ancora là, quindi vuol dire che stiamo facendo progrssi in direzione primavera.

poi adesso preparerò anche una recensione della Torre Nera e tutti così non potrete fare a meno di capire perchè mi è piaciuto tanto ma così tanto che anche adesso che ho letto altri due libri (diversi, perchè i magnifici sette sono finiti) continuo a cercare nelle storie nuove i personaggi del buon vecchio Steve King.


postato da: JessicaBenton alle ore 14:35 | link | commenti (5)
categorie:
martedì, 14 marzo 2006

beauty tips

non so a voi.

ma a me questa roba della micro-dermo-abrasione spaventa un casino.

sì, vabbè, è consigliatissima riucitissima favolosissima ti ringiovanisce e fa splendere tutto d'un botto e la fanno tutte le tipe cool del mondo da hollywood a bollywood in poi. ma io che sono pazza, ho quest'immagine di una cremina con dentro scagliette di titanio che ti lasciano la faccia tumefatta e sanguinante (sarà che abrasione mi fa venire in mente la carta vetrata più che tutto il resto).

o sarà che sono finalmente approdata al settimo e ultimo volume della saga della Torre Nera e la mia immaginazione dopo questa impresa titanica durata un mese è un po' deviata. però devo dirlo, qua e ora.

leggete la Torre Nera. mettete in conto che alcuni mesi della vostra vita saranno dedicati solo al pistolero Roland di Gilead e al suo ka-tet. chè se ci è voluto un mese a me che sono nullafacente e cazzeggiante, non so a una persona che nella vita fa anche altro.

e sappiate che a me queste robe fantasy, in media, fanno cagare. che per quello che mi frega, tolkien (che pure ho letto) avrebbe anche potuto fare il verduriere e non ne avrei risentito neanche un po'. sappiate che le saghe mi stufano e gli elfi mi fanno venire il cagozzo. eppure, ebbene sì, questa è un'altra faccenda, è geniale. non ci sono parole, leggetela.

e lasciate stare la micro-dermo-abrasione, per carità.


postato da: JessicaBenton alle ore 10:10 | link | commenti (7)
categorie:
mercoledì, 08 marzo 2006

Nonna Roma

Mia nonna è stata male, ultimamente. è caduta sul selciato sconnesso di via po e si è rotta una spalla e il naso.

ha iniziato a riprendersi e le è venuta un'influenza becca con nausea e debolezza completa. non riusciva neanche a tirarsi su dal letto.

ha una varice aperta su un piede e cammina male.

nonostante tutto, mia nonna è indomita. ha affrontato le sue sfighe presenti e passate con  lingua tagliente e una testa dura peggio della mia.

mia nonna è monarchica, ricorda con affetto il suo passato di giovane italiana, non è proprio un'illuminata, e lo sappiamo.

possiede una capacità di ricordare le storie più atroci con una leggerezza che va oltre alla normale capacità di sopportazione. come quando mi racconta di aver visto il suo primo amore impiccato dai partigiani, e mi dice, io li ho capiti, lui era una testa calda, era tutto preso da quell'idea del fascio, ma forse non era cattivo. io la guardo e penso che aveva solo 17 anni e si è vista il suo amore impiccato in mezzo alla strada e adesso se ne è fatta una ragione, ha lasciato tutto là, in quella strada di torino dove forse a volte ha portato a passeggio i suoi figli.

poi a volte mi viene da sgridarla, come quando dice che i gay  sono pigri e scelgono persone dello stesso sesso solo per non mettersi in discussione, la guardo con due occhi così e lei ribatte stringendo la bocca e fissandomi con i suoi, che sono azzurro chiarissimo, eppure caldi e testardi come il suo abbraccio artritico.

poi un giorno mi ha raccontato che si è fermata davanti a palazzo nuovo, e c'erano due squatter che chiedevano moneta. lei si è fermata e gli ha detto di andare a casa, che sicuramente c'era qualcuno che li aspettava ed era in pena per loro, una mamma e un papà che non se ne facevano una ragione.

loro l'hanno mandata a cagare e invece di prenderli a bastonate (come mi sarei aspettata, dato il suo caratterino dolce e soave), si è allontanata, perchè le era venuo da piangere per loro e non voleva che la vedessero.

e io le ho detto, nonna, non sprecare più il fiato con quegli stronzi.

lei mi ha risposto questo, a noi è andata bene, ma quando facevi la matta a sedici anni, chi lo sapeva come avresti potuto finire? potevi essere tu. e io avrei voluto che ci fosse qualcuno che ti dicesse di ritornare a casa.


postato da: JessicaBenton alle ore 15:14 | link | commenti (8)
categorie:
lunedì, 06 marzo 2006

smells (like teen spirits)

e così ieri per caso sentivo l'odore della primavera. stavo lì al buio sul balcone a fare nient'altro se non respirare e cercare odori nell'aria ancora troppo per fredda per starsene in maglietta alle otto di sera.

quante volte l'ho già fatto.

mi vedo vecchina e artritica a cercare ancora quei gusti fra sessant'anni (non ho la minima intenzione di morire prima).

e le olimpiadi sono finite e resta solo l'inquietante ombra idrocefala delle mascotte che troneggiano in piazza. non sono l'unica a chiedermi che cosa ne sarà di loro quando la nostra ineffabile giunta deciderà di toglierle dalla loro aiuola in mezzo alla rotonda della morte.

eggià, perchè adesso noi ci abbiamo la rotonda, che forse può servire al traffico in un paese pieno di gente educata. ma quaggiù a tamarropoli dove ci sono solo brachicefali ricchi con il SUV e brachicefali poveri con la punto truccata, fare la rotonda è una specie di ordalia. ti butti nel mezzo, reciti l'avemaria e si salvi chi può. al posto dei segnali dare precedenza ci potrebbero anche essere delle vignette di topo gigio, per quello che servono.

ecco che mi lamento ancora. nonostante l'odore di primavera, zàcchete che ci schiaffo dentro la protesta stile specchio dei tempi.

che chi si dovrebbe lamentare sono quei poveri sfiga delle paralimpiadi che nessuno se li caga, altrochè. gli hanno anche smontato medals plaza e voci di corridoio mi hanno detto che a loro le premiazioni le fanno a porta palace, non ho capito dove, forse fra il banco del pesce e quello delle primizie.

massssì che va tutto bene. va tutto benissimo. viviamo nel migliore dei mondi possibili. e questo è quanto, my friend.


postato da: JessicaBenton alle ore 14:54 | link | commenti (8)
categorie: