mercoledì, 30 maggio 2007

adesso si dice meme

ma io continuo a chiamarla catena di s. antonio...

sia come sia, raccolgo la maledizione lanciata da spery e passo ad illustrarvi i 5 libri più importanti della mia vita..

1. cent'anni di solitudine - gabriel garcia marquez

grecia, 1995, in vacanza con P.,la mia amica del cuore (delle elementari. è durata 10 anni e poi non ci siamo mai più rivolte la parola). sua madre che prima di partire era passata in biblioteca a cercare dei libri che P., nota capra, potesse degnarsi di leggere. ovviamente lei non li ha degnati di uno sguardo, preferendo cose ben più culturali come la cassetta degli articolo 31 (voglio una lurida doc calda come un uovo alla coque) e limonare con suo cugino. io per sopravvivere avevo solo un walkman, un diario e dei libri già letti. con marquez mi si è spalancato un mondo. 

2.la compagnia dei celestini, stefano benni

il primo libro di benni che ho letto. comprato in gita al salone del libro con la scuola. era circa il 1996 (credo). ripensare a quel libro la prima volta che l'ho letto è un po' come ripensare al primo bacio con diego. l'ho finito in 3 ore e poi sono corsa a comprarli tutti. dovevo avere stefano benni. ma proprio lui. lì seduto sullo scaffale. la compagnia dei celestini l'ho poi imposto a tutta la famiglia e da allora ogni volta che mi madre cucina il cavolo o derivati, io e mio papà la chiamiamo don biffero per due giorni.

3.infatti putroppo. nicola x

questo libro datato 1994 è andato perduto (sospetto che me l'abbia rubato l'amica P. in un raro momento culturale). per me questo libro è venuto prima di jack frusciante, e mi ha aperto le porte della percezione, ovvero: ma allora si può parlare di cose tipo i corridoi della scuola e i primi limonamenti duri! non è cosa da stronzi! quello che voglio dire è che forse non era un gran libro, ma dal punto di vista della consapevolezza è stato fondamentale. se mai ho avuto il coraggio di scivere qualcosa nella solitudine della mia stanzetta, la colpa è tutta del sig. nicola x.

4.malena un nome da tango, almudena grandes

agosto 1996, ostuni. in cerca di un riparo sotto il sole delle 2 del pomeriggio, entro in questa mini libreria e comincio a czzeggiare. leggo metà di questo libro e mi innamoro. la cosa assurda è che in tasca avev tipo 2000 £ e quindi non l'ho potuto comprare, e per il resto della vacanza sono rimasta confinata in un campeggio dove la cosa più simile ad un libro erano le istruzioni per montare la tenda. appena tornata a torino sono corsa a comprarlo. quel libro per me dice utto quello che c'è da sapere sull'identità femminile e sull'amore.

5. jack frusciante è uscito dal gruppo, enrico brizzi.

potevo non metterlo? no. è uno di quei libri zombie "a volte ritornano". se sei in qualche modo cresciuto negli anni 90, non potrai mai liberarti di aidi (ma che cazzo ci aveva di problema quell'aidi, con il senno di poi? e tromba un po', giuda faus!), di alex (anche tu però alex un po' meno bicicletta e un po' più il pugno di ferro, su!), martino (alzi la mano qua chi non ha avuto in gioventù almeno un grande amore tempestoso per/con  un sosia di Martino!)..insomma,poi brizzi sarà anche diventato un po' uno spocchioso che si fa le foto in quarta di copertina cercando di assomigliare a cremonini, però riconosciamogli il fatto di essere stato l'untore di una generazione di tonti. e basta.

gli incipit non li ho cercati perchè non ne avevo voglia. andate a cercarveli se proprio i tenete..

e la maledizione, da parte mia, la propago ad ali, ges, peppasuzu  e diego (sì lo so che hai chiuso il blog ma non fare il rognoso, se vuoi puoi anche farlo qui).


postato da: JessicaBenton alle ore 13:43 | link | commenti (14)
categorie:
giovedì, 24 maggio 2007

granny smith

cioè, ma perchè la gente fa cagare? perchè una cliente si permette di passarti dietro il bancone portandoti a un millimetro dal dire "ma che cazzo fai?". e perchè si sarebbe incazzata se io gliel'avessi detto? e perchè non si può dire?

e poi accompagni la nonna a comprarsi un vestito, solo grazie al capt che è stato così comprensivo da sostituirti in negozio, e tu ci tenevi a farla questa cosa, perchè la nonna va a finire che si sente una vecchia rogna e non lo è, è una brontolona e parla sempre a sproposito e fa ammattire le commesse e tu le dici "oh nonna, guarda che sembri una delle mie clienti, e non è un complimento", e ridete, e una nonna che ride con te perchè dovrebbe sentirsi vecchia e inutile? perchè? solo perchè qualcun altro che avrebbe avuto il tempo di accompagnarla non ha trovato la voglia e l'ha fatta sentire così, ecco perchè.

e lei è così contenta e a te viene un cristo per quanto cazzo costa un completo di seta da nonna-nonna boiler è vero, chè la magrezza non è mai stata di casa, e di stoffa ce n'è una bella metratura, però ziofà.

che quando abbracci la nonna è bello che ci ha la tetta puntuta del bustino elastico e la pelle come cotone lavato molte volte in lavatrice e ti dice, oh ma basta con queste smancerie.

e ripensi a quando diego alla tua laurea è arrivato tutto incravattato per fare bella figura e la nonna gli ha detto, ma diego ma come ti sei conciato? sembri un beccamorto.

la cosa bella è che da quel momento lì hai capito che diego alla nonna piaceva, altrimenti non gliel'avrebbe mai detto, anzi si sarebbe complimentata per la sua eleganza.


postato da: JessicaBenton alle ore 15:41 | link | commenti (7)
categorie:
giovedì, 17 maggio 2007

sole, sfiga e stronzate che capitano

Alla sfiga ti capita di pensare spesso ultimamente.che pare in giro ci sia un'epidemia. qual è il problema della sfiga? che capita sempre ai soliti. non so perchè. ci sono persone che dalla vita hanno tutto, e altre che per avere qualcosa devono sempre farsi un culo esagerato, e poi ancora. e ancora. in loop.

io a livello di sfiga sto media. diciamo che in generale sono fortunata, nello specifico non è che proprio stia una meraviglia. a prte le sfighe fisiche. ma dico io, era così difficile farmi nascere magra? è pieno di persone magre, cazzo, non potevo essere magra anche io? quetsa comunque è chiaramente una cazzata.

diciamo che forse qualcosa me lo sono anche andata a cercare, tipo l'università inutile, tipo la cocciutaggine di voler mettere in piedi qualcosa che fosse mio-adatto a me. però c'è anche da dire che non è che io abbia snobbato chissà quali propostone. non mi hanno voluta manco per il servizio civile. ho mandato qualcosa come 200 curricula e non ho fatto neanche un colloquio. questa, forse, è sfiga.

è sfiga che apri un'attività e ti fai tutti i conti e vedi che ce la fai, poi cambia il governo e sembra che tu e briatore abbiate lo stesso fatturato e allora ti raddoppiano tutte le tasse i balzelli zero agevolazioni e tanta merda da mangiare. allora dovevo andare a votare berlusconi? qualcuno mi risponda in onestà. chè non mi piace parlare di politica, però checcazzo, devo proprio pagarglielo io il tesoretto, quando i nostri compagni parlamentari prendono 16.000 euro al mese?

poi in fondo fuori c'è il sole. siamo qui, siamo vivi. devo stare a piangere sulla sfiga? la sfiga non è una tragedia. diaciamo che alla lunga stufa. e allora? il sole c'è anche per noi poveri, per noi ciccione, per noi che non possiamo fare il cazzo che vogliamo ma almeno sappiamo che cos'è che vogliamo. il sole se ne frega della cellulite e delle borse Birkin. il sole ti bacia comunque. a venaria come alle mauritius.

l'importante è restare scemeuse. e sperare che mi passi questa sindrome da pollyanna sennò vi toccherà abbattermi.


postato da: JessicaBenton alle ore 13:01 | link | commenti (8)
categorie:
giovedì, 10 maggio 2007

forever young

Ho appena comperato i biglietti per il concerto dei 30secondstomars (o 30stm come li chiamano i fans teenager, echeggiando in maniera preoccupante il meno internazionale 3msc) e ad un tratto mi sono chiesta perchè proprio io devo essere così. giovane dentro.

non posso fare come i miei coetanei e andare al concerto di un gruppo della mia epoca? ma chi, poi? o sono morti o si sono lasciati o..dai andiamo a sentire i nirvana..ehm..i soul asylum..ehm..i guns'n'roses..ehm..i metallica..ehm...

sì ok volevo andare a sentire gli smashing, ma venezia è davvero troppo lontana, e io nonostante le apparenze sono una ragazza che lavora.

e poi, che cosa credete che farò? me ne starò lì in mezzo alle frange dei milanesi, calpestata da questi piedini minorenni fasciati da all-stars di vario genere, finirò sullo sfondo di foto-con-l'autoscatto-per-myspace-kuesta-sn-io-al-koncerto!, sgomiterò per la visuale col solito omone di sette metri per otto che ai concerti c'è sempre davanti a me? sì.

griderò anche io jared sei bono, ti vogliamo nudo? sì.

sognerò col suddetto jared scene di amore intenso per le successive tre settimane, proprio come ai tempi con axl rose?

sì, sì, e ancora sì.

mi spiace, non posso farci niente. io in queste cose ho ancora tredici anni, e non sapete che cosa darei per riuscire a fermarmi prima di scadere nel ridicolo, prima di diventare anche io un'adepta di monella vagabonda.

del resto che cosa vi aspettatavate da me? io più niente, soprattutto dopo che ieri ho stampato un toccante primo piano di jared e ho scritto a pennarello "non pensare all'inps..pensa a me!". giuro che è vero. potete venire in negozio a controllare proprio in qualsiasi momento.

ps. - forse diego manco ce la farà a venire al concerto, quindi, nel caso, avanza un biglietto. sono aperte le iscrizioni, e non preoccupatevi se non vi piace la musica. il cantante è veramente figo.


postato da: JessicaBenton alle ore 10:56 | link | commenti (7)
categorie:
giovedì, 03 maggio 2007

de rerum natura

rapporti che come li tiri fuori dalla cantina per dargli un'occhiata, si sgretolano. vampiri tragicamente esposti alla luce del sole. ma forse stiamo parlando di mobili. vabbè, è uguale. metafora.

scrivere una mail a persone che conosci da tre mesi è molto più divertente e fluido che scriverla a qualcuno che conosci da quattordici anni. forse perchè chi conosci da tre mesi ti è stato molto più vicino, appunto, negli ultimi tre mesi. forse perchè chi conosci da una vita, diciamo, negli ultimi quattro anni se ne è battuto le balle di te e delle cosette tue. quando va tutto bene non ci fai caso. ma quando vorresti un pat pat o solo un'ora del loro prezioso tempo, anche così, per niente. o quando non vorresti chiedere, perchè in fondo diciamolo non è che hai proprio bisogno, è solo che ti farebbe piacere.

ma poi abbiamo tutti bisogno di vivere i nostri deliri di onnipotenza, lo sai, e lascia passare il tempo, non chiedere, e falli delirare in pace. se ti vogliono bene, torneranno.

quello che ti spaventa in realtà non è il loro assenteismo. sei tu. che ad un certo punto della tua vita, hai scoperto quanto fosse vera quella frase della canzone di de gregoire (con buona pace delle prese per il culo di diego).

sarà sempre tardi per me quando ritornerai.

e dire che nella stessa canzone c'è anche quell'altra frase che faceste vostra secoli fa.

due buoni compagni di viaggio non doverebbero lasciarsi mai, potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai.

e quindi o muthos deloi oti, la frase più vera di tutti rimane sempre quella di una vecchia maglietta del capt.

anything too stupid to be said is sung.


postato da: JessicaBenton alle ore 09:31 | link | commenti (7)
categorie: