cari amici e vicini, oggi vi parlerò della perdita. vuoi perchè sono di orrido umore, vuoi perchè fa freddo ed è molto dickensiana come atmosfera, vuoi perchè sono triste triste da spararmi, allora cercherò di intristire pure voi così mal comune...
che non so a voi, ma a me a volte viene da pensare quanto tempo è che non vedo qualcuno, in particolare se questo qualcuno è morto. faccio un po' il conto delle cose che ci siamo persi, della vita che avremmo potuto vivere, roba così. mi chiedo che cosa avresti detto, se avresti riso di me e con me o se mi avresti cazziata di brutto. ehi, sto parlando con te. non fare finta di non saperlo.
poi ci sono le persone che non sono morte, ma è come se. perchè in qualche modo la loro dipartita era necessaria per andare avanti, oppure tui hanno detto bye bye baby, col sorriso cinematografico/dolente sulle labbra sì perchè loro sono bravi negli addii e comunque tu sei di plastica, per te in fondo che differenza fa, e allora hai semplicemente girato la testa dall'altra parte per non guardare, e hai fatto finta. anche questi fantasmi ancora vengono e ti tengono sveglia la notte. perchè di giorno è quasi facile, vero, raccontartela. raccontarti che è tutto parte di una specie di piano universale per cui le cose dovevano andare così, è hai pur sempre la tua vita, le tue certezze di polistirolo e il trucco sulla faccia che camuffa l'espressione d'orrore, e la musica che colma i silenzi, e skytivvù con tante belle stronzate per non pensare, e i libri che te la rigirano un po' come vuoi, ogni tanto una frase è un po' una stilettata, ma comunque. è di notte, quando siamo io e te tu e io faccia a faccia, bella, quando non dormi e se dormi sogni e se sogni per carità ti svegli e vorresti solo essere morta, e sei stufa, e dio che cazzo di inutile fatica è vivere?
io non ho dimenticato niente, nessuna parola che ho detto, nessun bacio che ho dato, nessuna promessa, non ho dimenticato neanche quando ormai non aveva più senso, non ho dimenticato neanche chi non si è mai meritato niente, figurati gli altri. non ho dimenticato un solo singolo minuscolo istante di questa cazzo di vita da stronza che ho, non ho dimenticato faccia, voce, odore e consistenza.
e se di queste persone non c'è più traccia, per forza o per amore, posso solo aprire le mani e lasciarle andare, come un palloncino rosso nel cielo.
ma quello che resta è comunque un cazzo di vuoto che il tempo non riempie.
perchè io a volte gli uomini li odio. e questo è decisamente scorretto da parte mia, visto che alla fin fine nella mia vita ho avuto l'onore di conoscere uomini meravigliosi, uomini carini, uomini anche mediocri ma che non rompevano i coglioni a nessuno - o almeno non a me e alle mie socie.
tralasciando un uomo in particolare che in questo momento vorrei evirare con un ferro da calza sulla pubblica piazza mentre la folla inferocita lo dileggia, colgo l'occasione per raccontare la meravigliosa scena di cui sono stata protagonista molto meno di 12 ore fa.
[to be continued]
eccomi. dunque, dicevamo.
erano le ore 4.30 circa di questa mattina e io e la mia socia saura stavamo tornando a casa chiacchierando amabilmente nella mia macchinaina. al semaforo si affianca una macchina di taru che più taru non si può e iniziano a dirci cose. noi non li caghiamo, non solo per snobismo, che comunque può anche starci, ma anche perchè comunque questo genere di approccio non è propriamente un sinonimo di qualità. al che il taru seduto al posto del passeggero davanti tira giù il finestrino e cerca di aprirmi la portiera della macchina. sarà che io sono figlia di madre apprensiva, ma tendenzialmente mi chiudo dentro. quindi il taru non ce la fa, anche se tra un po' mi scardina la maniglia. io lo guardo allibita e lui dice: puttana. poi partono col rosso sgommando.
al di là del fatto che spero siano morti schiantati contro un panettone di cemento due incroci più in giù. al di là del fatto che abbiamo tirato fuori gli epiteti più sconci che siamo riuscite a trovare, tra cui antiche maledizioni sumere. al di là del fatto che non so se fossi stata figlia di una madre meno apprensiva e se avessi avuto la macchina aperta non so bene che cosa avrei fatto.
io mi chiedo.
tu, orrido taru con cumpa di amici orridi e sfigati come te. che probabilmente la prima e anche l'ultima figa che hai visto era stampata su carta di bassa qualità su un giornale da seghe con minorenni rumene impasticcate in copertina. tu vedi tue tizie normali che si fanno i cazzi loro tornando in macchina un venerdì sera e cerchi di approcciarle con una dialettica che neanche una nutria morta di overdose, e che cosa ti aspetti? che io scenda dalla macchina e mi sdrai nuda sul tuo cofano pregandoti di possedermi selvaggiamente in mezzo alla strada? fammi capire.
tu tiri fuori la tua mano di merda dal finestrino cercando di aprirmi la macchina..e poi? che cazzo pensi che succeda, a parte che io chiami istantaneamente il 113?
questo, mi spiace dirlo, è un milione di punti in meno per tutti i portatori di testosterone. perchè io una donna fare una porcata del genere non l'ho vista nè sentita mai.
e sarà veterofemminismo, ma scusate tanto, io me ne fotto.
è sempre più difficile vivere nel tuo mondo delle favole.
forse perchè non sei più la principessa rosa ma inizi ad assomigliare alla strega dal cuore spezzato.
e succedono cose intorno a te che inevitabilmente ti portano a chiederti in che cazzo di mondo viviamo. se veramente bisogna diventare duri e puri, e ognuno per sè e dio per tutti.
ti chiedi quanto sia facile dimenticare.
ti chiedi quanto sia facile promettere, e impossibile mantenere.
e qaunte parole si possano dire, che non resterann se non per essere coltelli e ferite e polvere sulla punta delle dita.
quante cose vorresti essere capace di dire,e a quante e quante persone diverse.
ma non cambierebbe niente. e allora tutte queste parole non dette le metti a seccare fra le pagine dei tuoi diari, senza neanche averle scritte. e lasci che rimangano lì.
tu arrivi a 28 anni solo per scoprire che sei una cogliona.
che tutto quello di cui ti lamenti te lo sei voluto. perchè sei una cogliona. perchè sei una cogliona. perchè sei una cogliona.
e non c'è altra considerazione da fare se non che sei una cogliona.
questa è la fine più amara in assoluto, di tutte quelle che avresti potuto immaginare.
freddo. freddo nelle ossa che parte per forza dal cuore.
indecision in tema di capelli.
di buoni propositi per l'anno nuovo non ne ho neanche uno perchè tanto non sono mai stata capace di fare un cazzo e non è che comincio alla veneranda età di 28 anni.
we're running out of alibis from the 2nd of may
reminds me of the summertime on this winter's day
you shower me with lullabies as you're walkin' away
reminds me that it's killing time on this fateful day
see you at the bitter end