oggi mi sento un po' fragile.
brava. passata la fase wonder woman?
macchè wonder woman. è solo che mi sembrava fosse arrivata primavera. ma non mi frega, io lo so che è lì, sotto il grigio e il nebbiolame. l'ho snuffiata in più occasioni, non ultimo ieri sera.
e anche fosse primavera? che cazzo ti cambia?
e che ne so. mi fa sentire bene. che poi non è la primavera in sè. è l'odore delle cose ancora lì lì per succedere.
ah, sì, la solita storia delle emozioni che ti passano dal naso. no ma dico. dal naso. devi proprio sempre fare l'originale.
ma no, mi passano anche dallo stomaco e da un'altra parte che non si può dire sul blog.
ah, quelle. sì sì. tu chiamale, se vuoi emozioni, eh?
eh. guarda che non c'è bisogno che fai la sarcastica.
sarcastica, io? e tu ti sei vista? mi sembri un mix fra topo gigio e la fottuta pollyanna.
oh, senti. che palle. ma se sto bene così che fastidio ti dà?
andiamo a fumarci una siga, và. forza, muovi quel culone.
no, che poi i sono giorni in cui, semplicemente,va bene così.
no ma tipo se mi tagliassi i capelli come laura chiatti nella fiction su rino gaetano sembrerei rita pavone, caterina caselli o madama pautasso?
good morning strega, dal tuo specchio sincero e silenzioso che altro non sa dirti che la verità.
che ti vede quando disegni righe intorno agli occhi perchè non parlino se non di quello che vuoi fargli dire.
quello che non capiranno altri se non il tuo specchio è l'orgoglio, che nei momenti importanti ti toglie la voce e ti fa sorridere come se non fosse mai niente di grave. non è niente di grave. scrollare le spalle e via.
non è importante. ci penserò domani. domani non esiste. si è sempre soli una notte di troppo. non si piange nel baseball. e via.
esci nell'aria gelida e tersa del mattino e pensi che a dispetto di tutto, ce la farai. puoi farlo. l'hai sempre saputo. tu sei nata per sopravvivere, anche a te stessa, anche quando non ne hai voglia, anche quando vorresti essere capace di supplicare e chiedere e dire, aiutami. non puoi proprio. non puoi nemmeno rimproverartelo, anche quando ti detesti per non averlo fatto. ti tirerai su le maniche e ti inventerai una faccia nuova e via.
imparate dal dolore, non temete che vi abbracci e vi contagi.
non sono triste. non sono felice. non sono niente. sono la mia faccia nello specchio. sono i sorrisi e le carezze. sono le risate e l'incoscienza. sono viva. viva in ogni centimetro, non migliore non peggiore di quello che semplicemente sono, viva quando mi sbaglio e quando ho ragione, quando devo ammettere di aver perso, che alla fine non ero poi chissà che genio della lampada, quando sento l'amore sulla punta delle dita che brucia e mi spaventa, quando sento l'amore come un'onda rosa e avvolgente che ci proteggerà, quando sento l'amore come un coltello piantanto nello stomaco, quando sento l'amore come la voglia di ridere, l'amore come una poltrona a sacco che prende la mia forma, come una pianta di basilico, come un viaggio in cui ti perdi e sbagli strada e incontri gente e ti comporti bene e ti comporti male e sei stupida e ti fai prendere in giro e non c'è un vero luogo in cui arrivare ma solo questa strada senza cartine con treni e lunghe tratte a piedi e aerei che crollano e ti fanno atterrare su un'isola dove succedono strane cose che hanno a che fare con progetti misteriosi, amore come una ferita aperta e una cicatrice, amore come un posto in cui tornare e da cui fuggire, amore come diceva paolo una mano sulla tua che gira il minestrone, amore come qualcosa che non so, io sono questo e allora sono felice ma anche triste ma soprattutto sono viva. che di questi tempi non è poco.
andate e disperdetevi e non dimenticatevi di me.
io nel frattempo continuo a cercare.
perchè è inutile. io amo i Thirty Seconds To Mars.
perchè posso fare mille mila battute sconce sul culo di jared e ridere di mille cazzate, ma io li amo. capito? li amo. e non me ne fotte un cazzo dell'ambaradàn di cose che potrebbero venire contestate.
che ieri ho saltato, ho pianto, ho riso, sono stata insopportabile e oggi sono stanchissima ma vederli è stato il miglior regalo di compleanno. e vi dirò che se qualcuno mi ci avesse portata ci sarei tornata anche stasera.
ho ballato e mi sono sentita viva e ho gridato con tutti i miei polmoncini sgnappi le parole che sento e che per puro caso stava cantando quel tizio sul palco - quel tizio obiettivamente bellissimo, poser e modaiolo e geniale cazzo, perchè lui può fare quello che vuole, capito? lo mettete lì sopra e lui vi ribalta l'esistenza.
e non c'è niente altro che importi, ed è l'incantesimo, e chi non sa che cosa sia peggio per lui, quel momento di assoluta dissolvenza di me nella sua musica e in lui, ogni suo gesto, ogni suo respiro, ogni sorriso, ogni volta che toccava le corde di quella chitarra era come se toccasse me e mi toglieva il fiato. un concerto così è come un tizio meraviglioso che ti scopa selvaggiamente, poi ti canta una ninnananna dolcissima, poi ti morde fino a farti uscire il sangue, ti graffia e ti accarezza, ti riempie e poi, inevitabilemnte, ti abbandona. questa è la legge del rock'n'roll, baby.
io amo jared perchè lui è l'incarnazione perfetta e travolgente di quella che forse è una fascinazione innata, che o ce l'hai o non ce l'hai. lo amo molto più selvaggiamente di quanto amerò mai qualunque persona reale che sta al mio fianco, perchè lui non lo posso rovinare, capito? lo amo come mia nonna ama gesù.
mary was the type of girl she always liked to fall apart.
i love you. whatever you'll ever ask me, i will.
e così arrivi a questi 28 anni camminando sotto il cielo blu in una piazza bianca con i capelli rosa e le unghie rosse e le scarpe nere.
arrivi a questi 28 anni in solitudine, prendendoli circospetta, che non ti ci riconosci in questi numeri roboanti che dovrebbero parlare di progettualità e tendine alle finestre.
arrivi a questi 28 anni come fossero 18.
con in testa il concerto di jared e le risate con ale e ale di ieri a pranzo, la telefonata di sau e le carezze del captain.
che tu sei così.
incapace di vivere come un'isola, ma con molto bisogno di essere sola, ogni tanto.
feroce a tratti, ma anche fifona.
poco furba ma creativa.
cicciona nei giorni no, carina nei giorni sì, colorata anche quando sei vestita tutta di nero, spaccona e un po' poser.
gattara, pigra, golosa e polemica.
puoi fare cose molto stupide, o molto belle, sempre spontanee, ogni tanto per far male, se ti senti ferita.
ti piace da pazzi avere qualcosa da aspettare, qualcosa da inseguire, irrequieta sempre, molto felice anche senza motivo, e triste idem.
una ordinary girl che cerca di essere extraordinary per motivi sconosciuti ai più.
e ormai troppo vecchia per morire giovane...che un po' se te l'avessero chiesto dieci anni fa, avresti giurato che non ci tenevi a vievere oltre i venticinque, chissà perchè. e forse certi giorni ti dispiace che non sia andata così, ma ci sono giorni invece in cui hai talmente tanta voglia di vivere e fare cose che fa quasi male, e ti pensi come Antonia in quel film, vecchia e piena di nipoti e alberi piantati dopo una vita lunga chilometri.
e ricevi rose rosa dalla nonna e non puoi non pensare a chi ti regalava rose blu e ti portava a cena fuori con tutte le tue amiche. quella persona che per la comunione ti ha regalato la casa di barbie anzichè gli ori terroni, che infatti è l'unico regalo che ti ricordi. la stessa persona che quando avevi 8 anni è venuta a prenderti a scuola e ti ha portato a mangiare al mellow in via di nanni perchè non eri mai stata al fast food. vent'anni fa esatti. vent'anni, cazzo.
quando inizi a ricordati che cosa hai fatto vent'anni fa, hai proprio un piede nella fossa.
buon compleanno beuz. e ricordati che qualsiasi cosa tu debba fare, almeno falla con stile.
Here now don't make a sound
Say have you heard the news today?
One flag was taken down
To raise another in its place
A heavy cross you bear
A stubborn heart remains unchanged
No home, no life, no love
No stranger singing in your name
Maybe the season
The colours change in the valley skies
Dear God I've sealed my fate
Running through hell, heaven can wait
Long road to ruin there in your eyes
Under the cold streetlights
No tomorrow, no dead end in sight
Let's say we take this town
No king or queen of any state
Get up to shut it down
Open the streets and raise the gates
I know one wall to scale
I know a field without a name
Head on without a care
Before it's way too late
Maybe the season
The colours change in the valley skies
Dear God I've sealed my fate
Running through hell, heaven can wait
Long road to ruin there in your eyes
Under the cold streetlights
No tomorrow, no dead ends
Long road to ruin there in your eyes
Under the cold streetlights
No tomorrow, no dead end in sight
For every piece to fall in place
Forever gone without a trace
Your horizon takes its shape
No turning back, don't turn that page
Come now, I'm leaving here tonight
Come now, let's leave it all behind
Is that the price you pay?
Running through hell, heaven can wait
Long road to ruin there in your eyes
Under the cold streetlights
No tomorrow, no dead ends
Foo Fighters
aiuto. qua in piazza è carnevale e sono assediata da clown ritardati, fatine baffute, zorri obesi e principessine deformi.
da quant'è che i bambini sono così brutti?
e com'è che tutte le bambine hanno i baffi?
se mi viene un figlio così lo butto nell'orco prima ancora che abbia imparato a dire mamma.