giovedì, 27 marzo 2008

commercianti

esterno giorno, piazza annunziata, fuori dal bar.

B. - miiii un altro funerale?
G. - eh sì, è il terzo in tre giorni.
B. - mi viene la depressione però se tutti i giorni devo venire a lavorare e vedere il carro da morto...
G. - va beh dai..alla fine saranno pure morti, però portano gente...
B. - sì, quello in effetti sì..

io una volta avevo un'etica. tipo mille anni fa.


postato da: JessicaBenton alle ore 09:25 | link | commenti (5)
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martedì, 25 marzo 2008

e guidare a fari spenti nella notte

il sole splende e l'aria fredda non la senti perchè sei in macchina e stai andando all'annuale grigliata chez balle e ti piace questa cosa di essere in macchina con battista l'autista e battisti lucione che canta e tu canti con lui inventando anche un po' le strofe e davanti c'è uno con i materassi legati al tetto che va ai quaranta all'ora e tu dici certo che se non vai un po' più veloce arriviamo per la grigliata dell'anno prossimo e il capt ti risponde non è colpa mia se davanti abbiamo mastrota che sta andando a consegnare i materassi e ha anche la batteria di pentole nel bagagliaio.

e ridi.

che nella vita una è poi la cosa importante. ridere. sempre e comunque, l'ironia vale più di ogni altra cosa. e bom.  


postato da: JessicaBenton alle ore 13:24 | link | commenti (5)
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venerdì, 21 marzo 2008

london calling day 3

era una giornata decisamente tempestosa ed era arrivata la fine del nostro soggiorno breve ma intenso nella capitale delle meraviglie.
sicchè, sveglia presto, prepaarzione valigie con compressione di indumenti e via verso nuovi orizzonti inesplorati.
io ho un occhio grosso così in cui forse è entrato senza volere un elefante quindi la prima tappa è il boots di covent garden dove spendo un capitale per colliri e liquami farmaceutici e svento anche la truffa ai miei danni del commesso ciccione che cerca di fregarmi sul resto pensando questa è italiana sai che cazzo capisce dei nostri nobili pounds.
colazione in una muffin house e giretto a covent tra pioggia, sole e vento.
procediamo direzione trafalgar dove abbiamo un incontro ravvicinato con due falconieri e rispettivi animaletti. controlliamo lo scalpo e miracolosamente è ancora tutto al suo posto.
poi giro da hamleys nel paradiso degli orsi dove compro un nuovo vestitino a crystal lily ed è tempo di cibo. trovisamo un pub che sembra carino, ci piace che si chiami woodstock e non sappiamo che invece è il pacco più pacco di sempre. ordiniamo le nostre quattro piccole pinte e poi ha inizio la tragedia del bacon: noi vogliamo il sandwich col bacon, per concludere dignitosamente questa vacanza made in uk. e quegli sfigati morti ci dicono che loro il bacon non ce l'hanno, ma hanno l'ham che è uguale. non è un cazzo uguale cazzo! penso io che mi sento molto begbie. alla fine contrattiamo e ci portano un panino fatto col pane bianco del mulino bianco e una crosta di bacon dell'altroieri avanzata dalla colazione del barista. morale della favola: non mangiamo un cazzo, scoliamo le birre in fretta e furia e usciamo per oxford street ubriache marce sotto la pioggia torrenziale e il vento che ci scardina. ridiamo, corriamo, cantiamo. compriamo ombrelli a forma di coccinella e siamo veramente, veramente cazzare e fradice.
in tutto ciò, ricevo il mio regalo di compleanno, il sogno di una vita,comprato da ann summers. comunque da ann summers ci stiamo un'ora. è il posto più figo di sempre.

e così, giunge la triste ora della partenza. raccogliamo gli stracci da tony, ci sbafiamo ancora un bagel al bacon, prendiamo la tube e il trenino per stansted e via.

aereo sotto la pioggia e l'uragano e dissolvenza finale.


postato da: JessicaBenton alle ore 10:44 | link | commenti (2)
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venerdì, 14 marzo 2008

london calling day two

e così succede che ci risvegliamo nel tepore della nostra stanzetta sahariana e ci chiediamo come mai tony non ci ha ancora portato la colazione.
ma tu hai sentito bussare?
no, io no.
io manco.
che pacco, tony.
no, io ho solo sognato che bussavano.
ma dai! anche io ho sognato che qualcuno bussava!
no, ma poi era una donna su un'astronave, quindi era proprio solo un sogno.
allora andiamo a fare colazione da starbucks?

ci prepariamo, apriamo la porta per uscire e..tadàn! davanti alla porta staziona un vassoiazzo stracarico con sopra di tutto di più. imboschiamo nelle borse muffin, biscottini e varie ed eventuali da brave turiste ottantenni bergmasche, facciamo un mezzo giro dell'isolato in esplorazione e ci ritroviamo nel paradiso del bagel che offre muffin+coffee ad un prezzo esagerato.
peccato che poi alla fine del muffin ci scappi ancheil bagel con bacon e formaggio, che in fondo siamo a londra e senza bacon che colazione è?

destination camden town con pellegrinaggio ad ogni singola bancarella di cazzate.
usciamo dalla tube ed è un flash sparato negli occhi: camden come la ricordo dalle mie infinite vacanze di giovane carina e disoccupata, camden a metà tra nuvole e sole,camden di colori odori, camden di bolle di sapone giganti che un tizio fa schiantare contro i passanti che passano.
mi viene tipo un groppo in gola bellissimo. non saremo mai più giovani come stanotte, vero zio chuck?
e camminiamo, ridiamo, ci innamoriamo di vestitiborseautoctonituristisciarpinigioiellini e amen.
sto un'ora in un negozio rockabilly. faccio foto del cazzo e dico cazzate e sono io, qui, adesso, con le mie amate socie, nel posto più figo della terra intiera, sole a sprazzi, felicità costante. puzza di cibo cinese e mutande con la union jack. e i fantasmi di noi nove anni fa che camminiamo per le stesse strade. giuro che ci vedo. guardo dall'altro lato del marciapiede e ci vedo. saluto con la mano. quanta vita avete ancora, bimbe, io so già come va a finire ma prometto che non ve lo racconterò. avrete grandi amori e grandi lutti, delusioni tante ma ancora più soddisfazioni, e tra nove anni sarete noi. guardateci bene. non è poi così male, no?

pranziamo con sushi e sandwich da pret a manger. mi sento quasi virtuosa, quindi decido che ci vuole una botta di grassi saturi e insaturi e compro una specie di tegola di torta a base di burro, mou,noci pecan e colesterolo glassato.

poi proseguiamo per oxford circus.
e quindi, topshop, miss selfridge, bershka, shu, cazzi e mazzi e io e balle esploriamo anche l'apple store di regent street ma è troppo minimal e mi sento quasi male. hanno dei sacchettini bellissimi ma non troviamo niente da comprare che possiamo permetterci e che non vendano anche all'auchan di venaria a prezzi cambievolmente più favorevoli.
poi giretto a carnaby street che ormai sembra via montenapoleone, ma è bella lo stesso, solo diversa.una carnaby come la vidi - peraltro già edulcorata - nel 1992 non avrebbe più senso, credo. meglio che si infighisca che non che si travesta per far piacere a chissà chi.

all fine dela fiera ci schiantiamo allo shakespeare's head e ci scoliamo una litrazza di leffe e tra che siamo stanche tra che siamo sceme ci ritroviamo mbriache alle sette di sera a ridere e sproloquiare tra l'imbarazzo degli astanti. ci facciamo anche scattare una foto esplicativa dal transilvano e via.

caracolliamo da tony e gli chiediamo in prestito l'hair dryer, che ci facciamo una bella doccia scozzese, sì perchè la nostra doccia mod. Rimor Koala  dell'89 non conosce le mezze misure.bollente o gelata. amala o odiala. lei se ne fotte dei tuoi banali tentativi di compromesso. forse mi assomiglia, questa doccia del cazzo.

belle pulite e ancora un po' brille andiamo a cena in un pub dietro piccadilly, attraversando la cosiddetta circus quaranta volte su e giù, allora andiamo di lì, no ma era meglio di là, ma c'è un pub bello che si chiama cheers, ma alisia dov'è?ah sta scattando una foto, aspetta guarda prima a destra scema, ricordati prima berlusconi poi veltroni, no berlusconi no, ma sì è solo un modo di dire, ma alisia dov'è? aspetta che attraversiamo, attenta al taxi, ah ma sono frenetici eh!
comunque, fish&chips, baked potato, e tanta birra sono l'ideale dopo una giornata di duro lavoro. certo, bisogna essere allenate, ma io ci lavoro tutto l'anno, mica che queste cose si possono improvvisare.

torniamo da tony prendendo l'ultima metro per un pelo.

 


postato da: JessicaBenton alle ore 16:20 | link | commenti (5)
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mercoledì, 12 marzo 2008

london calling day one

tutto comincia con quattro stupide all'aereoporto di caselle.
compriamo i giornali: ale la repubblica e io donna perchè è politicizzata. sau glamour perchè è trendy. alisia la settimana enigmistica e film up perchè è nerd cinefila. io rolling stones e cosmopolitan perchè sono scema e rock'n'roll. su cosmo ci sono le robe di sesso dalla a alla z ma ce le teniamo per dopo. iniziamo a leggere tutti gli oroscopi e non ce ne sono 2 che combacino manco a morire.
ale si innamora subito di un minorenne saccopelista snowboardaro dall'aria minorenne e nordica subito soprannominato reikjavik.
saliamo sull'aereo in compagnia di un baldo giovine amico di amici incontrato per caso che inizia a raccontare la rava e la fava ad alisia e sau mentre io e ale crolliamo svenute di sonno. unico momento interattivo, acquisto, apertura e consumazione di un chilo e mezzo di m&ms.

atterraggio a stansted e coda immensa per i controlli, io vengo subito designata come tour operator (dorry travel agency) e quindi inizio a comportarmi come le madamine dell'alpitour e ci manca solo che tiri fuori l'ombrellino per non perderci e l'imperdibile set di pentole in acciaio inox.

sul treno leggiamo tutte le cose di sesso dalla a alla z (niente di nuovo sotto il sole) e studiamo l'itinerario per la tony's house, che è dove dormiremo. quindi underground, salutiamo il nostro compagno di viaggio e approdiamo a paddington.
tony è un omone troppo simpa con il puzzle del matrimonio della regina appeso alla parete dell'ufficio. ci obbliga a prendere una caramella a testa perchè ci sono le "vitaminas", anche s eil gusto scritto sull'incartamento è qualcosa tipo white rabbit flavour che fa molto alice in wonderland ma anche sospetto avvelenamento/roipnol. sono talmente buone che ale la sputa al bagno del primo piano, neanche il tempo di fare le scale.

la camera nr. 10 offre meravigliose tendine di pizzo (ricamate a mano da tony nel tempo libero dopo aver finito il puzzle?), un bagno ricavato da un armadio a muro, la solita moquette a cui non bisogna pensare e 4 letti di grandezza variabile dal matrimoniale al lettino per infanti. sau si butta a pelle d'orso sul matrimoniale, ale che è la più magra viene messa nel portenfant chicco.
scopriamo che tony comunque non lesina sul calore perchè ci sono circa 90° in camera.

abluzioni strettamente indispensabili concluse, ci buttiamo verso portobello dove mangiamo le felafel più buone di sempre in piedi sotto la pioggia e mai mangiare in piedi sotto la pioggia mi è sembrato tanto fico.
poi girovaghiamo per ore e ore, e le nostre strade si dividono quando ale e alisia si fermano a guardare l'ennesima bancarella di argentini orecchini ciondolini e io e sau andiamo a sgargarozzarci una litrazza di birra al pub.
torniamo a casa tagliando (mica tanto tagliando, ma l'intenzione era quella) per kensington gardens, dove ignoriamo le proposte di una banda di gangsta (anche se qualcuna di noi è solleticata dall'idea del negrone mazzalonga), e per intanto io canto "and if a double decker bus..crashes into us..". al che alisia se ne esce con "ah..questa canzone l'ho imparata anche io nell'ora di inglese delle elementari!".
e io (saputellen): "non credo proprio, la canzone dice se un pulmann a due piani si schianta contro di noi.."
e alisia:"eh,  allora? a me la insegnavano le suore, e ti dirò di più: anche nell'ora di matematica, era tipo un problema: se un pullmann a due piani si schianta contro una macchina che va ai 50 all'ora.."
insomma finiamo come sempre a delirare e dire cazzate.

poi torniamo chez tony, lavata veloce allagando il bagno e nel frattempo i minorenni dirimpettai inglesi (quelli che secondo me prima stavano facendo una gara di seghe) continuano a bussare e a chiederci se vogliamo bene qualcosa tipo gin/vodka con loro. rifiutiamo cortesemente per quelle 50/60 volte finchè disperati e alcolizzati ci gridano "fuck you". poveri bambini.
andiamo a cena in un pub dalle parti di soho, ci nutriamo di derivati suini e birrazza e nel mentre speriamo che i minorenni non stiamo finendo la gara di seghe caramellandoci i cuscini.
poi, muerte e stramuerte di birra e stanchezza, ce ne andiamo a dormire nella nostra cameretta iper riscaldata senza caramellatori molesti.


postato da: JessicaBenton alle ore 17:08 | link | commenti (12)
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venerdì, 07 marzo 2008

impossible is nothing

  1. io posso fare tutto. posso guidare fino a giaveno senza perdermi e quando ho l'attacco d'ansia in galleria contare ad alta voce e uscirne viva solo un po' sudata.
  2. ma che poi tutta questa claustrofobia da dove esce? BOH.
  3. auguri alla mia gemellina per i suoi sweet 13. auguri di amore, glitter e gioie alcoliche.
  4. domani mattina parto e non ho ancora messo via neanche un paio di mutande. compro tutto lì?
  5. dopo due ore in cui la radio non prendeva un cazzo che non fosse una roba tipo radio maria, lattemiele o radio nostalgia, approdo a rivoli e attacco virgin radio: partono i tokio hotel e mi sembra la canzone più figa di sempre. forse dovrebbero fare degli studi su questo fenomeno.
  6. io dovrei essere sempre ubriaca, nonostante i postumi poi mi uccidano.
  7. essere al mondo certi giorni è una figata pazzesca. 

postato da: JessicaBenton alle ore 16:28 | link | commenti (4)
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martedì, 04 marzo 2008

noi siamo tutti i giorni amica mia

che come si spiega? non si spiega.
non si spiegano certi aperitivi che però non mangi perchè hai appena mangiato un pinguino e allora ti trovi sversa di long island alle otto di sera a dire "no però vedi a me la gente piace, ma poi me la prendo nel culo, perchè io ci credo a tutte le stronzate che mi dicono e che se uno mi dice ti voglio bene non ho motivo per pensare che sia diverso, ma poi invece è diverso, quindi hai ragione tu che sono tutti una merda a prescindere, però secondo me devi aprirti un po'di più, anche per prendertela nel culo, perchè poi alla fine è divertente, cioè, non sempre, ma almeno ti senti viva cazzo". forse le parole non sono testuali perchè non ho bene la concezione di che cosa ho proprio detto e che cosa invece ho pensato. so solo che ho finito la serata a parlare a voce altissima di nacho vidal e cumshotting nel dehor del rossini, e quella è una cosa che di solito una brava ragazzina coi capelli nuovi non fa. non si fa!
ma la mia socia mi vuole bene lo stesso, e poi siamo carine quando i topi ci attraversano la strada e noi gridiamo in sincro "aaah! un topo!" come le blondie degli anni 50.

poi ci sono i sacri lunedì che da quando ho il negozio o sono una monday girl e per me alla fine è il giorno più fico della settimana. è il giorno dei filmatini porno guardati mentre si fa salone da pennoira commentando gaiamente cazzi e mazzi, e cocludendo che alla fine gira che ti rigira chiamalo come vuoi ma è un po' sempre la stessa roba e comunque i migliori sono i film gay che almeno hano i culi depilati.
come si spiega la strana annessione di vaselina e coppa malù? non ve la spiego, anche perchè se non eravate con me in quel momento non fa ridere. ma chi c'era lo sa, anche perchè per ridre come due mongole ci siamo quesi schiantate in macchina in piazza carlo felice che voglio dire, di tutti i bei posti per morire piazza charles felix no.

e poi c'è la cena a trois un po' come i menages di cui tanto si parla e si dicono cose varie, e ci si supporta e sopporta e si indulge nelle nostre deboezze cazziandoci un po' anche, ma con amore. e si parla di orgoglio e dignità e malintesi e o penso che alla fine la mia dignità, quella vera, siete voi. quando mi giro indietro e quando guardo avanti. tutti scompaiono, diventano figure piccolissime, di cartone. solo voi siet vere e vive e meravigliose.

londra ci aspetta e we'll never be the same. e in culo tutto il resto. ma proprio tutto.


postato da: JessicaBenton alle ore 11:04 | link | commenti (3)
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