è che non lo faccio apposta. ma perdo tutto. in questo periodo ho perso:
poi forse anche altre cose ma queste sono quelle principali.
poi viene in negozio il dottor F., informatore farmaceutico serissimo che conosce mia mamma. e iniziamo a parlare e scopro che in gioventù è partito alla ricerca di joe strummer e ha passato con lui serate folli nel post concerto. e parliamo dei clash e dei ramones e inzomma, chi se lo aspettava? la gente è figa, alle volte.
per il resto. si sta a galla. che fatica inuile, per poi diventare cibo per i vermi.
...and a mirror reflecting the truth
in your eyes, in your face
you can't wash it away
from your cold, cold heart
i hope that you're folding stars.
a te che chissà se passi di qua ogni tanto...massì te lo dirò e verrai a leggertela ok?
che poi chissà che novità...
e la vta caterina lo sai non è comoda per nessuno
quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo
devi rischiare la notte il vino la malinconia
la solitudine delle valigie un amore che vola via
e cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo
non ti bastano per piangere tutte le lacrime di tutto il mondo
chissà se in quei momenti ti ricordi della mia faccia
quando la notte scende e ti si gelano le braccia
ma se soltano per un attimo potessi averti accanto
forse non ti direi niente ma ti guarderei solanto
chissà se giochi ancora con i riccioli sull'orecchio
forse guardandomi negli occhi mi troveresti un po' più vecchio
e quanti mascalzoni hai conosciuto
e quanta gente
e quante volte hai chiesto aiuto ma non ti è servito a niente...
non so che cosa dirti che io non ti abbia già detto. posso solo ammettere che ci sono giorni in cui vorrei averti detto ok, mentre guardavi fisso l'autostrada e mi hai detto, non torniamo a casa, perchè solo con te avrei potuto scappare così senza voltarmi indietro mai più.
e sai cosa ti dico, che se niente servirà un bel giorno ti prenderò di peso e farò l'uomo e ti porterò via. basta. che poi alla fine una si esaspera, capito?
quindi piantala. e non mi chiedere di fare cosa perchè lo sai benissimo. adesso basta.
io sono qui. per sempre. e non mi deluderai mai, mai , mai nella vita, e guai a te se ti viene anche solo un dubbio...dammi una mano e alzati, signorina rottinculer. è ora di andare avanti.
andre mi telefona da 20.000 km di distanza e mi dice "fai un figlio!"
see. certo, come no.
al di là del fatto che io sono sicura che fare un figlio sia una cosa molto bella etc etc. al di là del fatto che mi piace punzonare il panciotto di valentina e cantare a riccardino "com'è bello far l'amore da trieste in giù" dicendogli,dai ricky diventa gay così vieni a fare shopping con zia bea.
al di là del fatto che guardo le foto di tutti i nuovi nati e dico ooh, uuuh, ahh, cucciolino patatino.
al di là del fatto che mia mamma mi chiede se per caso non è che sento l'orologio biologico, cos'è ne sei sprovvista?
al di là di nonna caterina che dice, eddai essù e fatemi diventare bisnonna!
al di là del fatto che comunque ho 28 anni che in definitiva sono i nuovi 18 quindi mi sembra un po' prestino.
al di là del fatto che non ho neanche i soldi per mangiarmi un gelato, figurati per tirar su un piscialetto che poi dovrà anche andare all'università per non palare di quanto costano i pannolini.
mi spiace ammetterlo, ma io sarei una pessima madre.
io non sono granchè nellaccudimento, nella presenza costante. a me la parola "bisogno" fa venire un eritema subito istantaneamente, e non sto parlando dello spalar merda via da culetti rugosi.
io faccio fatica a prendermi cura di qualcuno che ha trent'anni, la patente e un lavoro, che parla cammina e va in bagno da solo e cucina e fa la spesa e passa l'anitra wc, ergo, qualcuno di cui non mi prendo cura.
figurati se mai potrei sopportare l'idea di un aggeggio che dipende da me per tutto. minchia, mi sento male solo a pensarci.
dai, non è vero. ogni tanto ci ho pensato. non è che proprio l'orologio biologico non ce l'ho.
però, onestamente, non penso che ne sarò mai in grado. qua più passa il tempo meno mi sento disposta all'accudimento. non sto scherzando. sarà l'avere a che fare con fatture a scadenza 60 gg fm.
la verità è che più passa il tempo, più divento egocentrica.
meno dolce e più scazzata.
io, che ero tutta melassa e cieli stellati e frasi ad effetto e coccole e carezze. lo so che come cantava il mio fidanzato immaginario the more you change the less you feel, ma mica ci ho mai creduto. ho scritto quella frase su un foglio e l'ho attaccata al muro 10 anni fa più per posa che per certezza. e invece.
me l'ha detto anche ale sabato sera, sei diventata più stronza. più faccina da culo. chi, io? sì, tu.
oh my god. e se me lo dice ale che mi conosce più di chiunque altro al mondo, sarà vero, che vuoi che ti dica.
è reversibile? e, soprattutto, voglio che si reverta?
forse no. comunque per intanto a scanso di equivoci io al mondo creature strane non le metto. passo la palle alle persone migliori che magari hanno anche qualcosa da insegnare che sia un po' più significativo che non "non si piange nel baseball".
ciao a tutti e se avete bisogno di qualcosa tranquilli, non contate su di me.
stamattina mi sono svegliata tutta un tappo di muco. mi sa che ho beccato uno di quei bei raffreddorazzi di primavera che non se ne vanno neanche con lo scalpello. al che, vagolando, ho aperto gli armadietti dei medicinali alla ricerca di una panacea che mi sturasse anche solo momentaneamente. dovete sapere che, avendo in dotazone non uno ma ben due genitori medici, a casa mia è peggio che lo spaccio a tossic park. c'è di tutto. lexotan, tavor, roipnol, ketamina, viagra, lavande vaginali, antibiotici, antispastici, antinfiammatori, colliri, gastroprottettri, dissenten, cagolin, tutto tranne una cazzo di aspirina. ho dovuto ravanare due ore a alla fine ho trovato un'aspirina c scaduta a settembre. l'ho presa. se sono scaduti da meno di tre anni io i farmaci li prendo, mal che vada non fanno effetto.
ma non è questo che volevo dire.
volevo dire che ieri è venuto a trovarmi in negozio macho e mi è venut un po' di sagrin. macho preaticamente è il fratello del mio primo fidanzato, quindi è stato un po' mio fratello mancato. mi ricordo che sul muro di camera loro c'era una foto di macho con i capelli lunghi lunghi in era metal ed era uguale a marco quando ci stavo insieme. io a macho devo eterna gratitudine perchè una volta - tpo che uscivo con marco da due settimane - sono arrivati con tutta la cumpa in camera da letto e io e marco stavamo solo guardando un film ma io ero senza mutande, che erano appallottolate non so bene dove. e io mi sono vista arrivare quest'orda di gente sconosciuta ed ero praticamente con la figa di fuori, e insomma, vabbè che non sono timida, ma non sono neanche tila tequila. al che macho si è accorto dell'impasse e con estrema discrezione ha raccolto le mie fantastiche mutande rosa con cuoricino di strass (sì sono sempre stata sobria anche da giovane) e me le ha passate gentilmente senza neanche ridere. tra l'altro forse era tipo la seconda volta che vedevo anche lui.
e poi mi ricordo che tipo quando ero a dieta mi aveva regalato un vampiretto dell'uovo kinder che era a dieta anche lui (aveva i tappi di sughero sui canini).
insomma, macho era un po' mio fratello grande, e io non ne avevo mai avuti e questa cosa mi piaceva un casino. ogni tanto mi mandava i messaggi coccolosi, e andavamo a sentirlo suonare al fabrik, e in vacanza facevamo gli scemi sulle giostrine, che quella sera ci eravamo stramazzati di sangrie e tipo lui non beveva da tre anni.
che quando ti lasci col tuo primo amore pensi solo a quanto ti mancherà lui e ai cieli e le stelle che non vedrete più insieme sdraiati in un cazzo di cantiere che di notte si trasforma in un posto speciale.
poi a volte ti rendi conto che hai perso molto, molto di più. e anche se non ti fa più male, ti fa venire il sagrin, che è sempre in agguato per un motivo o per l'altro. ma a volte è quasi figo.cioè, proprio figo-figo no, però insomma.
ciao mcho grazie che sei passato. smuàck.