martedì, 29 aprile 2008

lost

è che non lo faccio apposta. ma perdo tutto. in questo periodo ho perso:

  1. la carta d'identità (brava)
  2. gli orecchini comprati a londra a camden che adoro
  3. l'ombrello stupido con il pizzo al fondo
  4. l'accendino di new york

poi forse anche altre cose ma queste sono quelle principali.
poi viene in negozio il dottor F., informatore farmaceutico serissimo che conosce mia mamma. e iniziamo a parlare e scopro che in gioventù è partito alla ricerca di joe strummer e ha passato con lui serate folli nel post concerto. e parliamo dei clash e dei ramones e inzomma, chi se lo aspettava? la gente è figa, alle volte.
per il resto. si sta a galla. che fatica inuile, per poi diventare cibo per i vermi.


postato da: JessicaBenton alle ore 10:35 | link | commenti (8)
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lunedì, 21 aprile 2008

oh captain my captain...

questa è proprio per te.
ascolto as dust dances e penso che non ci sarà più nessuno che mi fa ascoltare gruppi nuovi, che me li farà trovare in una cartella sul pc e mi dirà dove andarli a cercare. e forse è una cosa stupida, tra tutte le cose immense che ho perso perdendo te. ma mi sembra che senza te non ci sarà più il rock'n'roll nella mia vita.
e tremo e mi chiedo che cosa farò. ma lo so benissimo che cosa farò. quello che sto facendo.
mi sembra che mi sentirò per sempre sola, ogni notte della mia vita. e so che non sarà così, ma non me ne frega un cazzo.
le cose importanti le sappiamo io e te e basta. ma le cose piccole, le cose stupide, le cose che sembrano scivolarmi via sotto questa pioggia di merda? le cose che non saprò. non saprò mai che fine farà arturo belli. ecco, adesso parte folding stars, alè. facciamoci  male.
niente più scooter, niente più concerti, niente più canzoni per me. it's not getting easier. niente più gatti al sole e foto da far stampare e attaccare sugli album scegliendo insieme. niente più dettagli trash e film di jack black la domenica pomeriggio.
oggi ho visto che la pianta di basilico stava morendo, incastonata da luisona tra il minipimer e il fornetto degli orrori. ho tolto i rami secchi e l'ho messa fuori sotto la pioggia. vivi o muori, basilico, ma non così. e ho pensato che tu avresti capito. ma che novità.
penso a me e te ubriachi che balliamo i ramones su un cubo al supermarket.
e se è vero che io e te siamo persone migliori di così, allora è giusto. ma fa malissimo.
e sonny sulla spiaggia e la pineta e quanto abbiamo riso io e te die, insieme? la supercazzola.
e lo herbas e anche solo il buco coi ragni, può già essere così lontano? e non smette di piovere, e io cado e c'è una parte di me che ti chiama, ti chiama forte, e per la prima volta nella mia vita da che ti ho conosciuto tu non arrivi, non vieni a salvarmi nel tuo modo dolce e silenzioso, e so che con te ho perso molto più del mio amore, molto più dell'ironia e della saggezza e della musica e di qualcuno che mi guardava ridere nel sonno. ho perso la bea che mi piaceva, che mi sembrava potesse valere qualcosa, è rimasta solo una bionda stupida che balla e beve e fa ridere ma non è niente, without you i'm nothing, o forse no, ma non mi importa di essere qualcosa senza di te. non adesso.
noi non credevamo che l'amore potesse finire. e forse questa è l'ultima grande cosa che abbiamo imparato insieme.
"non pensarmi mai, se non ridendo".

postato da: JessicaBenton alle ore 09:26 | link | commenti (9)
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giovedì, 17 aprile 2008

it's not getting easier

...and a mirror reflecting the truth
in your eyes, in your face
you can't wash it away
from your cold, cold heart
i hope that you're folding stars.


postato da: JessicaBenton alle ore 15:22 | link | commenti
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mercoledì, 16 aprile 2008

la vera verità

la vera verità è che vorrei essere stesa al sole su un prato senza formiche nella luce del sole come l'immagine un po' sgranata di un superotto degli anni 70.
con il sole che mi tocca e il vento che mi lusinga. con un po' di musica e un po' di fragolino da bere a canna dalla bottiglia e vedere i contorni del mondo che si sgranano e mi assicurano che tutto si può fare.
con un po' di musica che racconta storie  e piedi nudi che significano che l'inverno è finito.
 e stare lì. e non avere niente a cui pensare. essere semplicemente lì, come una foto che si muove, come un ricordo di giorni diversi.
chiudere gli occhi sotto il cielo, e dormire dormire sognare forse. senza preoccuparmi dei minuti che passano o se c'è qualcuno o qualcosa che sta aspettando me.
la vera verità è che questo adesso proprio non lo posso avere, giudafaus.

postato da: JessicaBenton alle ore 17:21 | link | commenti (7)
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giovedì, 10 aprile 2008

ma questo è dedicato a te

a te che chissà se passi di qua ogni tanto...massì te lo dirò e verrai a leggertela ok?
che poi chissà che novità...


e la vta caterina lo sai non è comoda per nessuno
quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo
devi rischiare la notte il vino la malinconia
la solitudine delle valigie un amore che vola via
e cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo
non ti bastano per piangere tutte le lacrime di tutto il mondo
chissà se in quei momenti ti ricordi della mia faccia
quando la notte scende e ti si gelano le braccia
ma se soltano per un attimo potessi averti accanto
forse non ti direi niente ma ti guarderei solanto
chissà se giochi ancora con i riccioli sull'orecchio
forse guardandomi negli occhi mi troveresti un po' più vecchio
e  quanti mascalzoni hai conosciuto
e quanta gente
e quante volte hai chiesto aiuto ma non ti è servito a niente...

non so che cosa dirti che io non ti abbia già detto. posso solo ammettere che ci sono giorni in cui vorrei averti detto ok, mentre guardavi fisso l'autostrada e mi hai detto, non torniamo a casa, perchè solo con te avrei potuto scappare così senza voltarmi indietro mai più.
e sai cosa ti dico, che se niente servirà un bel giorno ti prenderò di peso e farò l'uomo e ti porterò via.  basta. che poi alla fine una si esaspera, capito?
quindi piantala. e non mi chiedere di fare cosa perchè lo sai benissimo. adesso basta.
io sono qui. per sempre. e non mi deluderai mai, mai , mai nella vita, e guai a te se ti viene anche solo un dubbio...dammi una mano e alzati, signorina rottinculer. è ora di andare avanti.


postato da: JessicaBenton alle ore 17:36 | link | commenti (5)
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martedì, 08 aprile 2008

chi ti ama più di mamma...

andre mi telefona da 20.000 km di distanza e mi dice "fai un figlio!"
see. certo, come no.
al di là del fatto che io sono sicura che fare un figlio sia una cosa molto bella etc etc. al di là del fatto che mi piace punzonare il panciotto di valentina e cantare a riccardino "com'è bello far l'amore da trieste in giù" dicendogli,dai ricky diventa gay così vieni a fare shopping con zia bea.
al di là del fatto che guardo le foto di tutti i nuovi nati e dico ooh, uuuh, ahh, cucciolino patatino.
al di là del fatto che mia mamma mi chiede se per caso non è che sento l'orologio biologico, cos'è ne sei sprovvista?
al di là di nonna caterina che dice, eddai essù e fatemi diventare bisnonna!
al di là del fatto che comunque ho 28 anni che in definitiva sono i nuovi 18 quindi mi sembra un po' prestino.
al di là del fatto che non ho neanche i soldi per mangiarmi un gelato, figurati per tirar su un piscialetto che poi dovrà anche andare all'università per non palare di quanto costano i pannolini.
mi spiace ammetterlo, ma io sarei una pessima madre.
io non sono granchè nellaccudimento, nella presenza costante. a me la parola "bisogno" fa venire un eritema subito istantaneamente, e non sto parlando dello spalar merda via da culetti rugosi.
io faccio fatica a prendermi cura di qualcuno che ha trent'anni, la patente e un lavoro, che parla cammina e va in bagno da solo e cucina e fa la spesa e passa l'anitra wc, ergo, qualcuno di cui non mi prendo cura.
figurati se mai potrei sopportare l'idea di un aggeggio che dipende da me per tutto. minchia, mi sento male solo a pensarci.
dai, non è vero. ogni tanto ci ho pensato. non è che proprio l'orologio biologico non ce l'ho.
però, onestamente, non penso che ne sarò mai in grado. qua più passa il tempo meno mi sento disposta all'accudimento. non sto scherzando. sarà l'avere a che fare con fatture a scadenza 60 gg fm.
la verità è che più passa il tempo, più divento egocentrica.
meno dolce e più scazzata.
io, che ero tutta melassa e cieli stellati e frasi ad effetto e coccole e carezze. lo so che come cantava il mio fidanzato immaginario the more you change the less you feel, ma mica ci ho mai creduto. ho scritto quella frase su un foglio e l'ho attaccata al muro 10 anni fa più per posa che per certezza. e invece.
me l'ha detto anche ale sabato sera, sei diventata più stronza. più faccina da culo. chi, io? sì, tu.
oh my god. e se me lo dice ale che mi conosce più di chiunque altro al mondo, sarà vero, che vuoi che ti dica.
è reversibile? e, soprattutto, voglio che si reverta?
forse no. comunque per intanto a scanso di equivoci io al mondo creature strane non le metto. passo la palle alle persone migliori che magari hanno anche qualcosa da insegnare che sia un po' più significativo che non "non si piange nel baseball".
ciao a tutti e se avete bisogno di qualcosa tranquilli, non contate su di me.


postato da: JessicaBenton alle ore 13:47 | link | commenti (6)
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giovedì, 03 aprile 2008

varie e svarie

stamattina mi sono svegliata tutta un tappo di muco. mi sa che ho beccato uno di quei bei raffreddorazzi di primavera che non se ne vanno neanche con lo scalpello. al che, vagolando, ho aperto gli armadietti dei medicinali alla ricerca di una panacea che mi sturasse anche solo momentaneamente. dovete sapere che, avendo in dotazone non uno ma ben due genitori medici, a casa mia è peggio che lo spaccio a tossic park. c'è di tutto. lexotan, tavor, roipnol, ketamina, viagra, lavande vaginali, antibiotici, antispastici, antinfiammatori, colliri, gastroprottettri, dissenten, cagolin, tutto tranne una cazzo di aspirina. ho dovuto ravanare due ore a alla fine ho trovato un'aspirina c scaduta a settembre. l'ho presa. se sono scaduti da meno di tre anni io i farmaci li prendo, mal che vada non fanno effetto.

ma non è questo che volevo dire.

volevo dire che ieri è venuto a trovarmi in negozio macho e mi è venut un po' di sagrin. macho preaticamente è il fratello del mio primo fidanzato, quindi è stato un po' mio fratello mancato. mi ricordo che sul muro di camera loro c'era una foto di macho con i capelli lunghi lunghi in era metal ed era uguale a marco quando ci stavo insieme. io a macho devo eterna gratitudine perchè una volta - tpo che uscivo con marco da due settimane - sono arrivati con tutta la cumpa in camera da letto e io e marco stavamo solo guardando un film ma io ero senza mutande, che erano appallottolate non so bene dove. e io mi sono vista arrivare quest'orda di gente sconosciuta ed ero praticamente con la figa di fuori, e insomma, vabbè che non sono timida, ma non sono neanche tila tequila. al che macho si è accorto dell'impasse e con estrema discrezione ha raccolto le mie fantastiche mutande rosa con cuoricino di strass (sì sono sempre stata sobria anche da giovane) e me le ha passate gentilmente senza neanche ridere. tra l'altro forse era tipo la seconda volta che vedevo anche lui.
e poi mi ricordo che tipo quando ero a dieta mi aveva regalato un vampiretto dell'uovo kinder che era a dieta anche lui (aveva i tappi di sughero sui canini).
insomma, macho era un po' mio fratello grande, e io non ne avevo mai avuti e questa cosa mi piaceva un casino. ogni tanto mi mandava i messaggi coccolosi, e andavamo a sentirlo suonare al fabrik, e in vacanza facevamo gli scemi sulle giostrine, che quella sera ci eravamo stramazzati di sangrie e tipo lui non beveva da tre anni.
che quando ti lasci col tuo primo amore pensi solo a quanto ti mancherà lui e ai cieli e le stelle che non vedrete più insieme sdraiati in un cazzo di cantiere che di notte si trasforma in un posto speciale.
poi a volte ti rendi conto che hai perso molto, molto di più. e anche se non ti fa più male, ti fa venire il sagrin, che è sempre in agguato per un motivo o per l'altro. ma a volte è quasi figo.cioè, proprio figo-figo no, però insomma.

ciao mcho grazie che sei passato. smuàck.


postato da: JessicaBenton alle ore 10:06 | link | commenti (6)
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martedì, 01 aprile 2008

tutta la vita davanti

lunedì sera e le quattro galle di dddio si ritrovano davanti all'ideal all'alba delle 20 per andare al primo spettacolo "che poi se no ci viene l'abbiocco".
propulsva per tutte è la presenza di valerione mastrandrea - sogno erotico dai tempi di tutti giù per terra - ma anche il fatto che virzì ci ha donato l'indimenticabile ovosodo e altri film degni di nota.
che vi devo dire..a me questo film è piaciuto un casino. mi ha anche fatto piangere e mi sono asciugata con discrezione le lacrime nella sciarpetta cercando di non farmi sgamare, chè il pianto in pubblico è la morte della dignità.
sarà perchè un po' sono (stata) marta. sarà perchè alla fine virzì ci mette questi personaggi che prima sembrano dei fighi, poi delle merde, poi alla fin fine dei tizi che anche loro si arrabattano come possono. sarà che non c'è mai un finale che dici, cazzo, questo è un finale. sempicemente la storia ad un certo punto smette di essere raccontata, ma si capisce che poi c'è altro che deve succedere. e te lo puoi immaginare come vuoi, a seconda di come sei presa. io nonostante le furtive lacrime sono presa bene, quini se state a sentire me poi c'è l'happy end.
e poi è anche divertente. e poi c'è ad un certo punto lei che si ascolta nll'ipod i tiny masters of today, identificazione a mille (minchia come parlo giovane), anche quando cammina energica e cammina sempre, cammina un casino, identificazione again and again. peccato che lei sia molto più gnocca di me, ma va beh.
poi c'è edoardo gabbriellini che da 10 anni fa quello che ha 27 anni. beato lui.
poi c'è valerione a cui gliela darei sempre e comunque.
poi c'è un sacco di gente che dici, io l'ho già visto, ma dov'è che l'ho già visto? o in un altro film o faceva il cavour.
se volete sapere di che cosa parla il film andatevelo a cercare su filmtv o mymovies o ndo cazz vi pare. io vi dico solo che a me ha commosso e mi ha fatto ridere e bom, che cazzo, non sono mica merenghetti.
poi siamo anche andate al pub a mangiare e bere birra e non era proprio come essere di nuovo a londra ma insomma, quasi.

postato da: JessicaBenton alle ore 14:00 | link | commenti (4)
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