martedì, 27 maggio 2008

use once and destroy

ah che bello esser qui..in questa sera di fine maggio bella fresca e serena come un pomeriggio di novembre...
che cazzo mi metto a scrivere poi non lo so. mi accarezzo i lividi e guardo il cursore che lampeggia come a dirmi embè? cazzo hai da dire stavolta?
la verità? non ho niente da dire, vostro onore. ho già detto tutto e troppo e sempre con le parole sbagliate al momento sbagliato.
sì lo so che ti avevo promesso niente post strazianti, ma infatti non sarò straziante caro picio, sarò breve ed esaustiva e poi che cazzo vuoi? non si leggono i blog delle ex fidanzate.
che tu lo sai che la mia canzone preferita dei guns è sempre stata estranged. e che quando la ascolto ultimamente e dice "old at heart but i'm only 28 and i'm much too young to let love break my heart", mi sembra di essere io che parlo, e invece quando la ascoltavo che di anni ne avevo 13 l'idea che uno che ne aveva 28 potesse sentirsi troppo giovane mi sembrava assurda. era l'anno dell'esame di terza media ed era un maggio pieno di treni che mi passavano attraverso la finestra della stanzetta la sera mentre sognavo amori intensi per il futuro, possibilmente con axl rose, e invece ero io nella mia cameretta da portaerei del mobile e al massimo avevo limonato una volta con un tarro da scuola media incredibile che abitava in via borgaro.
e quando dice "with all the changin' seasons of my life, maybe i'll get it right next time". massì, la prossima volta. sono solo 28 anni che giuro che la prossima volta farò le cose meglio.
ma è soprattutto quando dice "and now that you've been broken down, got your head out of the clouds, you're back down on the ground, and you don't talk so loud, and you don't walk so proud anymore, and what for" mi vengo in mente io con tutte le mie stronzate glitter rosa che gioco a fare la svampa del west, e invece sono una qualunque anzi peggio che qualunque perchè sono pure wannabe. ed è come se la vita ogni tanto mi dicesse, ehm, scusa signorina, ma che cazzo fai? piscia più corto baby...
e poi il gran finalone con quel pezzo di sticchio di dizzy reed che si spippola tutta la tastiera per ore e ore (è quando nel video arrivano i delfini) con un'autoreferenzialità tutta anni 90, slash che si dà da fare a schitarrare come se ne andasse della sua vita e bam, la mazzata vocale finale che tu credevi lo strazio fosse finito e invece col cazzo....
"i'll never find anyone to replace you, guess i'll have to make it thru, this time, oh this time, without you" e già ti stai sentendo male ma il buon vecchio bill bailey non ha pietà di noi e ti rifila l'ultima mazzata..
"cos i knew the storm was gettin' closer, and all my friends said i was high, but everything we've ever known is here, i never wanted it to die".
niente da dire comunque, il culto della sofferenza come ce l'avevano una volta non esiste più, altro che quella piaga dell'emo, che al massimo soffrono perchè gli è venuta male la frangia a leccata di mucca, vuoi mettere la sofferenza virile del cowboy frocio (perchè axl era il cowboy frocio-prototipo ben prima di brokeback mountain, un membro del ku-klux-klan che si leva la maschera ed è priscilla la regina del deserto, i village people che curano la campagna elettorale degli agricoltori del minnesota, flanella e brillantini, smalto e jack daniels, ninnananna e sodomia...)?
e con questa perla di saggezza salutatemi sta cippa che mi sono rotta il cazzo di stare qui.


postato da: JessicaBenton alle ore 21:09 | link | commenti (4)
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giovedì, 22 maggio 2008

proprio quasi come

ci sono giorni in cui mi sento tipo come il protagonista di un libro di ammaniti. ma uno tipo graziano biglia o danilo aprea, mica rino zena.
o anche fantozzi. sveglia e caffè, barba e bidet.
saranno gli squilibri ormonali, la pioggia o venaria che notoriamente è il posto più bello che ci sia.
la verità è che sono stanca di essere me stessa. la verità è che mi sto sul culo. che mi guardo allo specchio e mi dico, cogliona, non fai ridere. la verità è che vorrei avere dieci anni in meno o almeno un miliardo di euro in più. vorrei essere una di quelle che quando dicono qualcosa la gente le prende sul serio. sono stufa di essere la buffona. sono stufa di essere sempre sempre sempre stupida.
vorrei essere coraggiosa e intensa e piena di talento.
brava che novità. invece tutti di solito vogliono essere dei mediocri senza scopo nè attrattive, vero?
mavvvaffanculo, bbbea!

postato da: JessicaBenton alle ore 10:09 | link | commenti (7)
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martedì, 20 maggio 2008

ode to no one

ci sono giorni in cui tutto quello che sai non ti serve a niente. in cui tutto quello che sei non ti serve aniente. ti aiutano mail stupide con amici stupidi e amiche morbide che ti dicoo ciao scema di mmmerda. e ti aiuta lasciar andare. perchè non puoi star sempre lì a dare importanza a tutto.
e ti ritrovi a sorridere quasi per inerzia.
ricordo un maggio di molti anni fa fatto di kiss sul 16 mentre andavo al balon e poi ero uscita con il laido ed eravamo andati a limoner al giardinetto. e mi sembrava chissà che amore. e poi se ci penso bene non è che adesso io dell'more ne sappia molto più di allora. però ricordo che era un maggio caldo, dolce e sfibrante, e molto anni 90 e tascapane, molto fine della scuola, molto di aspettativa e grandi sogni.
stanotte ho sognato che mi prendevi per meno in pineta. la pineta è quella dei ricordi e di sonny. ed è strano come nonostante tutto io continui a pensare a te, a pensare a me e a te come a due che stanno dalla stessa parte, al di qua della riga del bagnasciuga a farci bagnare i piedi dallo stesso mare. anche se siamo lontani lontani e fra me e te c'è la mia vita, e la tua vita, e non sono più la stessa cosa. io in qualche modo ho ancora, dentro, dei luoghi segreti in cui ci siamo io e te.

postato da: JessicaBenton alle ore 15:55 | link | commenti
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martedì, 13 maggio 2008

seven years have gone so fast

lui mi diceva. ogni lasciata è persa. insegui la tua stella. lui pieno di disegni e nescafè speciale fatto con il latte caldo, bevuto al tavolo rotondo nel doposbronza. lui che raccoglieva le tremila bottiglie e andava a buttarle mentre stavamo ancora dormendo. lui che mi diceva non giocare con il modellino, mi serve pe le proporzioni umane, non è un gioco. ma io continuavo a fare la stupida perchè non mi avrebbe sgridata mai, non per una cosa così. lui di cui ricordo ancora la voce, la sensazione delle sue mani lisce fra le mie, pigiami di seta nel corridoio dell'ospedale. lui che mi insegna a dire "oh romeo romeo perchè sei tu romeo". che puoi scegliere che cos'è importante, capisci? se il fatto che sia lui. o il perchè. o semplicemente romeo. che non è che basta dirlo con aria ispirata, devi sapere che cosa stai dicendo. lui che mi diceva, non è un film, che cosa vuoi, che giochi a scacchi con la morte?
che quando senti che suona la campana, non chiederti per chi, perchè essa suona per te.
ma se la mia vita sono solo tre giorni. ma se la tua vita sono solo tre giorni. allora noi l'avremo per tutta la vita.

mi manchi.


postato da: JessicaBenton alle ore 16:17 | link | commenti (2)
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sabato, 10 maggio 2008

too late to turn back now

ho dormito 2 ore stanotte. ieri notte 3. lavoro tutto oggi e anche domani. ma non ho sonno. semplicemente non capisco più un cazzo.
giorn pieni di persone. di luca che viene a trovarmi e mi smonta il pc e mi porta sulla canna della bici a fare il picnic alla mandria. e tu pensi che con luca vi siete voluti tantissimo bene, poi tantissimo male, poi più niente e adesso di nuovo bene. quel bene tranquillo di discorsi condivisi e, ancora, abbracci.
di giorgio che viene a trovarmi e parliamo un casino di cose tipo l'amore e l'amarsi e tu ci pensi che alla fine di queste cose parlare con giorgio è inaspettato. e lui si comporta da vecchio zio saggio e poi dopo l'ennesimo abbraccio al parcheggio vi guardate e dite, minchia siamo troppo seri. presto, presto, dì subito una cazzata!
di kid diamond che deve tornare sul suolo natìo e di che stasera ci becchiamo. spero. kd se passi di qua batti un colpo, se no ti chiamo più tardi.
e ieri quanto ho amato il dj che ha messo violet (mai nella vita ho ballato violet in un posto che non fosse la mia stanza) e quando ho riconosciuto i primi accordi mi è venuto un coccolone e ho iniziato a cantare. forte, dritto dallo stomaco e dal cuore. go on take everything, take everything i want you to. they get what they want and they never want it again. oh saggia saggia saggia court.
e ho ballato con ale abbracciandola e ridendo. e mi sono persa e ritrovata tra la folla di vecchi decrepiti e negri appoggioni. e ho anche detto a un coglione di quarant'anni ubriaco, scordatelo subito e levati dal cazzo. che queste cose i solito le penso e non le dico. ma da oggi dirò tutto. perchè nessuno più merita la mia gentilezza.
e c'era umby e l'ho abbracciato forte forte forte con i suoi cazzo di dred che mi finivano in bocca e a me i dred fanno schifissimo ma come si fa ad avere schifo dei dred del fratello del tuo migliore amico che conosci da quando aveva otto anni?
e poi stamattina passa charlie e mi racconta di pino scotto.allucinante, ragazzi!
e poi penso che vorrei averti dato qualche bacio in più. forse perchè avrei voglia di dartene uno adesso. uno o un milione. ma non è niente, è solo la stanchezza che mi fa sbrodolare inutili melasse.
io se sopravvivo bene. se muoio pazienza.

postato da: JessicaBenton alle ore 11:05 | link | commenti (3)
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venerdì, 09 maggio 2008

guardami quando
mi parli
guarda se è vero
guardami quando
mi parli
guarda se tremo
smettila di parlare
guardando il muro
e se qualcosa
mi devi dire
dimmelo duro
guardala in faccia
la realtà
e quando è dura
sarà sfortuna
sfortuna
guardala in faccia
la realtà
è piu` sicura
guardala in faccia
la realtà
è meno dura
se c'è qualcosa
che non ti va
dillo alla luna
può darsi che porti fortuna
dillo alla luna
guardami in faccia
quando mi parli
se sei sincera
se non mi guardi
quando mi parli
non sei sicura
la voglio in faccia
la verità
e se sarà dura
la chiamero` sfortuna
maledetta sfortuna
se c'e` qualcosa
che non ti va
dillo alla luna
puo darsi che
porti fortuna
dillo alla luna
la voglio in faccia
la verità
e se sarà dura
la chiamerò sfortuna
maledetta sfortuna

e tu cliente stronzo che non sei mai venuto in negozio e ciononostante mi spacchi le palle per telefono un giorno sì e uno pure. fottiti.
e tu muro di merda contro cui ho sgrattato la macchina stamattina dopo aver lottato con questi cazzo di lobotomizzati venariesi per arrivare in negozio senza ammazzare nessuno. fottiti.
inps di merda. fottiti.
a chi non sa chi cazzo sono ma pretende di averlo capito. fottiti.

i am the center of the universe.

e stasera di nuovo ballerò e berrò e riderò e poi andrò a lavorare e farò tutto quello che devo ma anche quello che voglio. e l'ho detto alla luna. chissà che porti fortuna.
grazie a chi c'è. e a chi non c'è? pure.


postato da: JessicaBenton alle ore 16:33 | link | commenti (3)
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venerdì, 02 maggio 2008

come diceva alma hatch

il mazzo di carte è tuccato per fregarti. e devi mantenere le promesse e la pulizia, perchè non c'è altro che tu possa fare.
ma io promesse non voglio farne mai più.
giorni di ponti sul po e luci belle da togliere il fiato. giorni di puntini sulle i, tutti rigorosamente messi in solitudine. giorni di nomi nel sonno e di tua madre che non capisce e non capirà mai. giorni di serenità che si spezza all'improvviso e all'improvviso torna.
giorno di biffy clyro. giorni di lenzuola e elefanti in lavatrice.
giorni in cui pensi che vorresti fare un salto dal decimo piano. giorni di nonna roma dagli occhi azzurri e dall'infinita capacità di consolare.giorni di come quando avevamo 18 anni e di amore lesbo sdoganato.
giorni di quella che non sei capace di essere. di fallimenti. di mani vuote.
giorni di cioccolato e coca light. giorni di vabbè allora se sapete tutto voi vaffanculo. giorni di felpe e determinati odori che non puoi sentire senza piangere. giorni di abbracci, abbracci da tutti, da chiunque, il semplice conforto di un abbraccio e di appoggiare la testa su una spalla che non è la tua e pensare che sei al sicuro. per un minuto. anche meno.
cinque minuti per volta, un passo per volta. una lacrima e un sorriso. furtivo, che nessuno ti veda. che non ti vedano gli dei maledetti invidiosi. fai finta di essere invisibile. di non esistere. beatrina non abita più qui.


postato da: JessicaBenton alle ore 10:52 | link | commenti (3)
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