venerdì, 27 giugno 2008

now i've made my bed i'll lie in it

hai voluto la bicicletta? pedala fino alle 11 di sera in questo caldo atroce.
la verità è che non ho voglia di niente. vorrei che fosse ancora ieri sera al fresco sotto il portico con ale, andre, paola e frà. a parlare di scoiattoli assassini e di grandi cose della vita e poi dipende che cazzo ne so, ti piace scaccolarti o sei un pedofilo? discorsi per alte menti bacate. tutto al gusto di san simone con ale che spara cubetti di ghiaccio dappertutto e poi si asciuga le mani addosso a te. e tu le dici, scusa ma asciugatele sui jeans. e lei che dice, va beh dai non posso asciugarmele addosso a te?
e poi tornate insieme a nanna nella casa della gatta vogliosa e c'è il bacino della buonanotte  e la manina durante la notte che si stringe con amore. e tu pensi che alla fine. comunque vada. hai una mano da stringere per sempre.
e oggi ti destreggi in piccole noie, piccole sfighe, piccoli scazzi, piccole incomprensioni. è proprio necessario? evidentemente.
hai voluto la bicicletta? e mo pedala, baby.

postato da: JessicaBenton alle ore 14:44 | link | commenti (2)
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sabato, 21 giugno 2008

thank you india

grazie per la coca light.
grazie per le amiche svampe.
grazie per la vespa.
grazie per le all star.
grazie per l'ossigeno a 40 volumi.
grazie per rouge passion di chanel.
grazie per la musica.
grazie perchè ha smesso di piovere
grazie per le notti che ormai non finiscono più.
grazie per le cose che non dimentico.
grazie per le cose che non mi aspetto.
grazie per sally.
e forse alla fine di questa "triste storia" qualcuno troverà il coraggio per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio.
e delle sagge parole, della paura o del rimpianto a me non me ne fotte un cazzo. almeno finchè è di nuovo saturday night.

postato da: JessicaBenton alle ore 17:08 | link | commenti (2)
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venerdì, 20 giugno 2008

runaway

oggi non ho molto tempo per un cazzo, me questa me la voglio ricordare.
stanotte ho sognato che cambiavo nome e identità. ma senza motivo particolare. avevo capelli corti azzurri e lenti a contatto bianche e mi chiamavo eva. e correvo. correvo un casino. come lola corre. un mix tra parkour e un videogioco. scappavo.  ma non per paura. perchè non volevo più che nessuno mi trovasse. volevo essere irraggiungibile, intoccabile. e correvo per le strade di torino, sui cavalcavia, sui palazzi, sulle rotaie. ed era fighissimo perchè nessuno poteva fermarmi.
che cazzo mi racconti stavolta dottor freud?

postato da: JessicaBenton alle ore 14:49 | link | commenti (4)
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giovedì, 12 giugno 2008

there was a time when i was so brokenhearted

erano giorni gusto struggimento quelli in cui camminavo lungo il cavalcavia di corso regina tornando a casa e pensavo a Lui che non potevo avere.
erano serate gusto stupidera quelle in cui cenavamo a casa mia con insalata russa e biscotti american cookies e poi ci truccavamo ore e ore e poi uscivamo per andare all'hiroshima e io giudavo la uno tronando i marciapiedi (anche adesso) perchè non avevo pazienza per aspettare che il vetro si sbrinasse e via alla cieca in mezzo alla nebbia.
la cosa bella è che le cose erano semplicemente quelle. che le guardavi e le riconoscevi e sapevi raccontarle e dirne il gusto.
la cosa bella è che era un mondo infinito e possibile. e tutto era gravissimo e tutto era leggerissimo e tutto era tuttissimo.
era bello essere giovani giovani, porc dieu.

postato da: JessicaBenton alle ore 14:12 | link | commenti (6)
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martedì, 03 giugno 2008

always love

io amo

le giornate di cui vedo l'alba e il tramonto.
il long island ice tea.
svegliarmi col sole.
dire una parola che non ha senso per nessuno tranne che per me e altre due persone al mondo.
leggere un libro figo spalmata nel letto e sapere che non c'è un cazzo d'altro da fare.
e trovare nei libri frasi come questa:

"Qual è il tuo animale totemico?"
"Il lupo. e il tuo?"
"Dee Dee Ramone".

Oggi non parlatemi di cose serie, pleaze.


postato da: JessicaBenton alle ore 11:02 | link | commenti (4)
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