martedì, 23 settembre 2008

domande inutili

che effetto ti fa?
ha la testina rotonda ed è un peso pesante di qualcosa di indescrivibile. vale lo maneggia come fosse un'estensione di sè e comunque infrangibile. la somiglianza in un certo senso salvaguardia la par condicio.
che effetto ti fa?
arrivi in ritardo con le chiappe gelate e un sacchetto enorme e sono già tutte lì e l'abbraccio è esattamente quello. che ti aspettavi da loro che ti aspettavano. andiamo a bere. dieci anni fa a quest'ora so esattamente dove eravamo e che cosa stavamo facendo.
che effetto ti fa?
camminare per mano e avere già dei ricordi e stare bene senza aspettare niente e sapere esattamente che cosa è costato a tutti arrivare fin qui.
che effetto ti fa?
querelles apparentemente inutili. che non capisci. qualcuno ti chiede se c'entri tu. no, non penso proprio. non lo so. non lo voglio sapere. non è vero, un po' lo vorrei sapere. ma non c'è nessuno a cui chiederlo.
che effetto ti fa?
un chupito di rum puro alle sei del mattino. bevuto così. senza pensare a niente se non perchè no. e porc dieu che mazzata però.
che effetto ti fa?
che poi il giorno dopo all'una sono ancora sbronza.

postato da: JessicaBenton alle ore 17:28 | link | commenti
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mercoledì, 17 settembre 2008

per tutto il resto c'è mastercard

mi piacerebbe scrivere qualcosa che abbia un senso che non sia solo un occulto riferimento al mio malessere esistenziale [immaginario, per la verità] o una dichiarazione d'intenti [tipo. giuro che poi la smetto di scassarmi di cioccolato bianco] o che cazzo ne so. un post che poi dopo che lo leggo non mi sento in imbarazzo per quanto sono cretina e noiosa e lagnevole e.
vi potrei raccontare della commessa efebica e maligna di vivienne westwood che mi ha portato il vestito taglia 42 e io ci sono entrata e ho chiuso la zip e ho detto porca puttana chiamate il 118.
oddio poi ne sono uscita chirurgicamente e ho provato la 44 con cui sembravo un po' joan collins e un po' ivana trump. morale: se siete meno che miliardarie non provatevi abiti fuxia perchè le vostre icone di riferimento poi potrebbero sembrare quelle sbagliate.
vi potrei raccontare di come stoicamente non ho comprato la felpa rosababy tokidoki e di come mi mangio le mani tipo un minuto sì e uno anche e so che finchè non l'avrò la mia anima non troverà pace.
vi potrei raccontare di qaulcuno che ha bisogno di un giubbotto e poi torna a casa con le scarpe nuove e i pantaloni nuovi e nuove mani blu, che sono il trend dei trend e stronzi voi che non lo sapevate.
e poi vi dirò che ho avuto la conferma di una cosa. che non è quello che fotografi. è chi lo fa.
basta con le informazioni utili per stavolta. imparate poi anche qualcosa da soli, insomma.

postato da: JessicaBenton alle ore 17:20 | link | commenti (3)
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mercoledì, 10 settembre 2008

in the cold light of morning

stamattina non funziona bene la pagina di battle of the bands e già così il mio equilibrio psicofisico è disturbato. qualcuno potrebbe dire che è colpa del negroni (ovvero l'ultimo stadio) ma spero che nessuno sia così indelicato da infierire.
per il resto.
siparietti.
amici.
baci belli che ti tolgono il rossetto.
inquietudini ma anche momenti in cui ti senti solo una pallina di carne cruda senza altra ragione di essere se non quella di essere di carne e cruda.
e poi oooh vaffanculo io ho un vestito fico da comprare! io dopo anni di ristrettezze posso adoperare un budget che finalmente esula dai 12.90 € delle tee di h&m e spendere qualcosa per un abito assolutamente fico e assolutamente inutile che metterò una volta a un matrimonio e poi chissà!
e ascolto una canzone che dice time will tell, the past laughs last e spero che l'atto giudiziario in giacenza alla posta sia un avviso di garanzia e non una multa. voglio dire, se mi hanno mandato un avviso di garanzia non devo mica pagare niente, no?
e poi è anche più trendy.

postato da: JessicaBenton alle ore 10:11 | link | commenti
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mercoledì, 03 settembre 2008

wake me up when september ends - reprise

si può morire di nostalgia per un gatto? evidentemente sì. sopratutto se era un gatto meravigliosamente soffice che appoggiava la testa sul cuscino proprio vicino alla tua e ti mordeva lo zigomo e ti leccava il polso per pulirti.
soprattutto se era un gatto che ti voleva bene a modo suo, da gatto, senza false promesse e aspettative. e insieme facevate siparietti miagolanti e poi gli davi il philadelphia da mangiare e lui si leccava i baffi e ti guardava come dire, ehi ancora.
e poi l'idea che mi abbia dimenticata è molto triste. è solo un gatto, direte voi. sai quanta gente ti ha dimenticata, sai quante cose hai perso lungo la strada. ma è molto più difficile rinunciare al peso caldo di un gatto che ti sta vicino solo perchè ne ha voglia e ti consola con la sua sola presenza che non a tutte le stronze relazioni fra noi umani col pollice opponibile e la psicologia mannara da dottor freud.
lo sapevo che sarebbe stato un autunno straziante, dopo una primavera crudele e un'estate surreale. giuda faus.

postato da: JessicaBenton alle ore 10:07 | link | commenti (4)
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