sabato, 22 novembre 2008

olympia

when i went to school.
alla fine non cambia mai un cazzo. dalla seconda elementare in poi, dico. che alla fine il modo di impostare i meccanismi che regolano i rapporti umani è identico a sè stesso a sette anni come a cinquanta. come a ventotto.
che certe cose tu, cara la mia pupattola dal cuore di bambola, non potrai permettertele mai.
e come ti diceva tuo papà quando dicevi, ma gli altri lo fanno, beh, same old story, tu non sei gli altri.
tu soprattutto non sei le altre.
e alla fine ti sentirai sempre inadeguata a certe situazioni. ti sembrerà sempre di non aver agito con sufficiente freddezza e distacco. avrai sempre voglia di urlare con la tua bocca rossa e spaccare la testa a qualcuno.
we look the same, we talk the same, we even fuck the same.
e alla fine tutto questo è così mortificante che bevi perfino il caffè dolce nel tentativo di trovare una consolazione da qualche parte.
l'unica cosa che conta, alla fine, è che silly girls don't wear boots. and have lovely noses. e che alla fine di sicuro non tutti, ma qualcuna, incondizionatamente, capirà.

postato da: JessicaBenton alle ore 10:48 | link | commenti (1)
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venerdì, 07 novembre 2008

cronache di artissima

di fatto vorrei che chi paga il riscaldamento al lingotto pagasse anche il mio perchè una temperatura così tropicale non la sentivo dall'estate del 2001 in cui avevo deciso che dovevo fare jogging e sono andata in iperventilazione sulla ghiaia della tesoriera.
premettendo che io sono un'ignorante e che se mi trovassi dietro il fantasma di picasso con una maglietta con su scritto "ciao sono pablo picasso" lo guarderei con disinteresse pioi esclamerei "minghia! fica la tee!".
di tutto quello che ho visto mi è rimasto - e ho molto amato - il termometrone gigante con dentro il pesce rosso, batman che spunta dal muro con le stigmate (per me restava cmq un cucchiaino), un paio di quadri pop, il muro coi fiori nelle latte dei pelati...va beh poi altre cose, sì in effetti mi sono piaciute.
è che il problema è quando vedi due specchi da trucco dell'ikea con in mezzo una candela che ti viene la certezza che ti stiano prendendo per il culo.
però le inevitabili conclusioni delle wigged twins sono sempre di stampo gossipparo - estetico più che artistico ovvero:
  • tra le artiste spopola lo stivale molle e l'occhiale alla jarvis cocker e il malvagio tronchetto alla aieie brazof
  • noi non abbiamo capito niente dalla vita e ci ostiniamo a lavorare per l'amore di sta cippa
  • la videoarte non ha senso di esistere
  • se sei un'artista femmina puoi avere la ruga ma non la coscia grossa
  • gli artisti maschi sono francamente orrendi e hanno tutti l'aria di essere appena usciti da una discarica del belize
  • spinge un casino la tetta pushuppata altezza sterno
  • sbattersi per avere uno sputicchio di moet chandon in calice di plastica è veramente il ground zero dell'amor proprio
  • alla fine la parte più divertente delle mostre è sempre quando fai shopping al bookstore
  • se anche quest'anno mi prendevo la transenna del parcheggio in testa (op. cit. artissima 2007) l'anno prossimo diventavo completamente ritardata e poi mi piazzavano come installazione umana all'ingresso del parcheggio con elegante caschetto di ghisa
per il resto che vi devo dire?
il mio primo pensiero cosciente dopo il caffè è stato che se qualcuno si permette certe cose nei miei confronti è perchè evidentemente può permetterselo perchè evidentemente le mie scelte hanno dimostrato che non valgo un cazzo worldwide. come direbbe qualche altra bionda pubblicamente umiliata, now i've made my bed i'll die in it.
raramente sono stata di umore così schifoso.
cheers.

postato da: JessicaBenton alle ore 10:36 | link | commenti
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