la merda succede. capita. ooooooooooh yes.
succede che il comune di venaria decide di dare lo spazio esattamente di fronte al tuo negozio alla libreria del la stampa per mettere uno stand di libri tascabili scontati nei giorni della fuckin' festa delle rose.che se vogliono farti chiudere possono dirtelo, no? mica te lo devono far arrivare con messaggi subliminali.
tu chiami. ti rimbalzano da un ufficio all'altro. non riesci ad avere mezza risposta decente se non il numero di telefono di un tizio che si rivelerà poi a conti fatti un insulso maneggione che non è nuovo a imprese del genere. dicheno.
ti dicono che si parlerà di una collaborazione, che non so proprio quale possa essere, visto che ad oggi (giovedì) nessuno si è fatto vivo, la festa delle rose è sabato e hanno già montato il mostro.e ti viene una gran stanchezza. che qua non è che si voglia sempre fare retorica. ma uno fa già fatica da solo senza bisogno che gli remino contro dai piani alti.il fatto è che c'è un discorso enorme, dietro a tutto ciò.
facciamo politica?
famola.
tutte le volte che una persona sceglie la grande distribuzione spinto dal miraggio dello sconto, si fotte. perchè le case editrici, che sono poi quelle che stanno dietro, che posseggono la grande distribuzione, alzano il prezzo del libro in maniera innaturale (22 euro per un romanzo mondadori? maddài!) in modo da poterlo rivendere scontato al 30% e guadagnarci sopra esattamente quello che vogliono.
su quelli che compra la piccola libreria, che ha uno sconto del 30% che è poi uno sconto lurido, da cui togliere spese bancarie, spese di fattura, spese per la buonanima di nonna pina, di fatto uno sconto del 25% se va bene, l'editore guadagna ancora di più.
che poi non so neanche perchè scrivo queste cose. sono sotto gli occhi di tutti. forse perchè sono stufa di parlare solo di sentimenti e struggimenti morali ed etiche estetiche giovanili, quando qua mi stanno fottendo l'esistenza. letteralmente.
io non sono un'economista nè una top manager, penso che sia anche abbastanza lapalissiano, e so che c'è la crisi perchè oltre a viverla siulla mia pelle e leggere i titoli di city e metro vedo i vecchietti ravanare nei resti del mercato a fine giornata per riuscire a portare qualcosa in tavola. e non è per fare buonismo deamicisiano, ma di fatto siamo tutti nella merda e poi ci ritroviamo a fare finta di essere tutti fichi con la macchina nuova e i gadget elettronici. stiamo andando dal culo. io sto andando dal culo, checchè chiuda gli occhi e mi faccia le mise coi vestiti di ungaro su polyvore.
e non mi resta che sfogarmi così. sprecando parole che sono solo l'ennesimo lamento funebre di una vita che, fra tutte quelle possibili che avevo, va sempre più alla deriva per i cazzi suoi, e non è sempre e solo colpa mia. buona parte sicuramente sì, che se ero furba mi impiegavo alle poste a 18 anni. ma tant'è.
non ricordo più dove l'ho letto, ma vi lascio con queste parole di saggezza.
quand'è che il futuro è passato dall'essere una promessa all'essere una minaccia?
(chuck p. in invisible monsters, credo)
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